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	<title>News &#8211; Rosalba Franco &#8211; Nutrizionista Osimo</title>
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	<description>Medico chirurgo specialista in scienze dell&#039;alimentazione ad indirizzo nutrizionistico</description>
	<lastBuildDate>Tue, 28 Jul 2020 11:08:58 +0000</lastBuildDate>
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	<title>News &#8211; Rosalba Franco &#8211; Nutrizionista Osimo</title>
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		<title>L’alimentazione: stop and go nel ciclo di vita della donna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2020 12:01:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’alimentazione: stop and go nel ciclo di vita della donna Noi donne, a volte abbiamo bisogno di chiarire dei concetti basilari sul nostro fisiologico percorso di vita, nel corso della quale il nostro corpo inevitabilmente subisce modifiche e si trasforma. Provo a riassumere un po’, sperando di essere esaustiva&#8230; Programmata per procreare la donna riceve&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="padding-left: 30px;"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-52682" src="https://rosalbafranco.portfoliografico.com/wp-content/uploads/2020/06/45BD5228-EAD8-40B9-9423-065F8BDC95BB.jpeg" alt="" width="900" height="544" srcset="https://rosalbafranco.portfoliografico.com/wp-content/uploads/2020/06/45BD5228-EAD8-40B9-9423-065F8BDC95BB.jpeg 900w, https://rosalbafranco.portfoliografico.com/wp-content/uploads/2020/06/45BD5228-EAD8-40B9-9423-065F8BDC95BB-300x181.jpeg 300w, https://rosalbafranco.portfoliografico.com/wp-content/uploads/2020/06/45BD5228-EAD8-40B9-9423-065F8BDC95BB-768x464.jpeg 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p>
<h1 style="padding-left: 30px;">L’alimentazione: stop and go nel ciclo di vita della donna</h1>
<p style="padding-left: 30px;">Noi <strong>donne</strong>, a volte abbiamo bisogno di chiarire dei concetti basilari sul nostro fisiologico percorso di vita, nel corso della quale il nostro corpo inevitabilmente subisce modifiche e si trasforma.</p>
<p>Provo a riassumere un po’, sperando di essere esaustiva&#8230;<br />
Programmata per procreare la donna riceve sin dall’<strong>adolescenza</strong> i colpi del bombardamento ormonale da parte degli <strong>estrogeni</strong>.<br />
Stato di benessere quando è in<strong> gravidanza</strong>, malessere psicofisico in fase <strong>mestruale</strong>, <a href="https://rosalbafranco.portfoliografico.com/pnei-evoluzione-dellepigenetica-dal-cibo-alle-emozioni/" target="_blank" rel="noopener">alternanza emotiva</a> in <strong>menopausa</strong>: periodo in cui si sovrappongono momenti di frustrazione e di inconcepibile inadeguatezza, a momenti di ribellione e presa di coscienza verso il <strong>cambiamento</strong>.</p>
<h2>Fasi di trasformazione e rinnovo dell&#8217;immagine corporea</h2>
<p>Sono, in ogni loro aspetto, fasi importanti di <strong>trasformazione</strong> in cui la donna cambia di volta in volta il suo aspetto e rinnova la sua<strong> immagine corporea</strong>. Anche l’<strong>aumento di peso</strong> sia nel periodo premestruale, sia in gravidanza, sia prima della menopausa, incidono sulla sfera di corpo e mente. Ogni mese lo scoppio dei follicoli implica un “fallimento” della procreazione e il fisico fluttua tra tensione del seno, gonfiore, dolori ovarici e disagio intimo. In gravidanza l’aumento di peso, le nausee, la sofferenza del parto sono più accolte: è un momento di attesa, essi si confondono con la felicità dell’obiettivo finale. Inizia però proprio da qui l’annullamento della femminilità che lascia il posto alla maternità. La donna si concentra ancora di più sugli altri e non su se stessa. <strong>In ogni campo si prodiga</strong>.</p>
<h2>Cosa succede in premenopausa?</h2>
<p>Al contrario questa fase altruistica tende a diminuire in<strong> premenopausa.</strong> La donna si accorge finalmente di esistere per se stessa&#8230;<br />
<strong>Tutto però le rema contro.</strong><br />
Tende ad aumentare di peso nella parte centrale del corpo, non riconoscendosi più nelle sue forme, modifica la sua costituzione da ginoide in costituzione androide.<br />
Ingrassa come l’uomo.<br />
Avverte secchezza vaginale.<br />
È irritabile, scontrosa, dorme male, iniziano fenomeni a cui non era abituata, il pianto non è più sommesso ma rabbioso, si defila davanti alla sua immagine riflessa, non si accetta, entra in competizione con gli altri ma soprattutto con la sua età.<br />
Tranquille&#8230;È opera dell’aumento del <strong>testosterone</strong>&#8230;<br />
Ormone maschile per antonomasia che però ha i suoi risvolti positivi:<br />
la donna inizia a ragionare come il sesso opposto: nonostante si trovi ad affrontare disagi si ritrova a desiderare quel riscatto di cui si è sempre privata.<br />
Aumenta la <strong>libido</strong>, si preoccupa meno degli altri e più di prendersi <strong>cura di se stessa</strong>, ha necessità adesso di stare da sola, non brama più la certezza della famiglia, lei ha dato. Non cerca, se non la sua essenza, al limite trova. Quel che vuole è circondarsi di cose e persone che la rendano serena e non intacchino la sua benvenuta indipendenza.<br />
E ama il silenzio, in cui soltanto lei si possa ascoltare e fare rumore.</p>
<h2>La vera bellezza è sapersi riconoscere</h2>
<p>Sarebbe in effetti il suo periodo più bello, peccato non lo sappia!<br />
<strong>Sappiatelo invece.</strong><br />
<strong>Accorgetevi di voi, donne e femmine, che avete bisogno ora solo di conquistarvi e non di violarvi.</strong><br />
Ripartire dal <strong>Cibo</strong>, come nutrimento e meta per una nuova, totale armonia.<br />
Accoglietevi.<br />
E Perché no? Accogliamoci.<br />
Solo un’altra donna, d&#8217;altronde, può comprenderne un’altra.<br />
<strong>La vera bellezza è non abbassare mai lo sguardo davanti allo specchio e sapersi riconoscere.</strong><br />
In seduta&#8230; Si affronta anche questo.<br />
<strong>Insieme.</strong></p>
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		<title>PNEI, evoluzione dell’epigenetica: dal cibo alle emozioni</title>
		<link>https://rosalbafranco.portfoliografico.com/pnei-evoluzione-dellepigenetica-dal-cibo-alle-emozioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Aug 2019 15:35:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[globesità]]></category>
		<category><![CDATA[pnei]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi parliamo di Pnei, evoluzione dell’epigenetica: dal cibo alle emozioni. La PNEI, ovvero psiconeuroendocrinoimmunità, nuova scienza medica integrata, è una disciplina che ho inserito nel mio piano di studi. Un alleato prezioso per i professionisti della cura, che mi ha consegnato un modello innovativo di prevenzione e terapia. Già leggendo Strohman, biologo molecolare e i&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Oggi parliamo di Pnei, evoluzione dell’epigenetica: dal cibo alle emozioni.</h1>
<p>La <a href="https://rosalbafranco.portfoliografico.com/omotossicologia/">PNEI</a>, ovvero psiconeuroendocrinoimmunità, <strong>nuova scienza medica integrata</strong>, è una disciplina che ho inserito nel mio piano di studi. Un alleato prezioso per i professionisti della cura, che mi ha consegnato un <strong>modello innovativo di prevenzione e terapia</strong>.</p>
<p>Già leggendo <strong>Strohman,</strong> biologo molecolare e i testi di Robert <strong>Waterland</strong>, ricercatore del Baylor College of Medicine di Houston, Texas, ho potuto apprendere e verificare delle importanti verità circa il <strong>condizionamento esterno</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>COS’È IL CONDIZIONAMENTO ESTERNO</h2>
<p>Erroneamente abbiamo sempre pensato che uno stimolo avesse un andamento dall’interno del nostro codice genetico, cioè dal DNA, all’esterno. Non abbiamo considerato, invece, che procede anche nell&#8217;altro senso, ossia dall&#8217;esterno verso l&#8217;interno, cioè <strong>dall&#8217;ambiente verso l&#8217;interno</strong>.</p>
<p>Ci viene da chiederci allora&#8230;Cos&#8217;è l&#8217;ambiente? Cosa intendiamo per Ambiente?</p>
<p>Ci sono quindi due aspetti fondamentali.</p>
<p>Uno è quello <strong>dell&#8217;ambiente inteso come contesto</strong> di cui ci circondiamo. Ambiente, però, non è solo aria, acqua, sole, vento.</p>
<p>L&#8217;altro, in parallelo, forse ancora più profondo, forse ancora più potente, è quello <strong>delle EMOZIONI</strong>. Tra queste c’è anche il CIBO. In questi anni di studio e di pratica clinica con i miei pazienti, quello che ho percepito, sperimentato e ho compreso, è che in realtà, nelle <strong>vicende della salute e della malattia</strong>, soprattutto quelle legate al cibo, ciò che noi chiamiamo emozioni, hanno un peso molto più grande di quello che pensiamo. Ciò influisce in modo determinante sul nostro modo di alimentarci.</p>
<p>Esiste un legame strettissimo tra alimentazione, genetica ed emozioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>LEGAME TRA ALIMENTAZIONE ED EMOZIONI</h2>
<p>La PNEI come afferma anche l’Epigenetica è lo <strong>studio di come ambiente, pensieri ed emozioni possono influenzare i nostri geni</strong>. Non è solo l’ereditarietà a condizionare la nostra salute, ma anche una serie di altri fattori che influiscono sul nostro benessere, considerati <strong>eventi stressori</strong>, capaci di fungere da silenziatori o attivatori delle nostre espressioni.</p>
<p>In un mondo obesogeno ma sempre più preoccupato per i disturbi dell’alimentazione, tanto che si parla di <strong>GLOBESITÀ</strong>, imparare a riconoscere cosa può danneggiarci e nello stesso tempo capire come funziona la nostra complessa unitarietà psicofisica, <strong>sono due facce della stessa responsabilità.</strong></p>
<p>Per fortuna tutto è assolutamente reversibile.</p>
<p>L’obesità è una patologia curabile grazie a dei regimi alimentari sani e ad un corretto stile di vita.</p>
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		<title>Alterazione dell’olfatto e mortalità: un indicatore dello stato di salute nell’anziano</title>
		<link>https://rosalbafranco.portfoliografico.com/alterazione-dellolfatto-e-mortalita-un-indicatore-dello-stato-di-salute-nellanziano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 May 2019 15:59:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[celiachia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Alterazione dell’olfatto e mortalità: un indicatore dello stato di salute nell’anziano La relazione tra compromissione dell’olfatto e malattia è un aspetto poco esplorato dalla ricerca medica. L’olfatto è tra le strutture limbiche più antiche dell’uomo e ha un ruolo determinante, ma sottovalutato nella salute e nel comportamento. L&#8217;olfatto facilita l&#8217;individuazione e l&#8217;identificazione di alimenti&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="img_article"></div>
<p>&nbsp;</p>
<h1 class="description">Alterazione dell’olfatto e mortalità: un indicatore dello stato di salute nell’anziano</h1>
<div class="extended_info">
<p>La relazione tra compromissione dell’olfatto e malattia è un aspetto poco esplorato dalla ricerca medica. L’olfatto è tra le strutture limbiche più antiche dell’uomo e ha un ruolo determinante, ma sottovalutato nella salute e nel comportamento. L&#8217;olfatto facilita l&#8217;individuazione e l&#8217;identificazione di alimenti avariati e dei rischi ambientali da sostanze volatili, influenza l&#8217;igiene personale e lo stato nutrizionale attraverso il suo impatto sull&#8217;appetito e sul comportamento alimentare.</p>
<p>Le regioni olfattive hanno connessioni reciproche con regioni cerebrali chiave che condizionano la memoria, l&#8217;emozione e la sazietà. Il nervo olfattivo è l&#8217;unico nervo cranico direttamente esposto all&#8217;ambiente ed è vulnerabile alle noxae provocate da condizioni che contribuiscono alla mortalità, come malattie croniche, lesioni cerebrali traumatiche e malattie neurodegenerative. Negli anziani una riduzione del senso del’olfatto è comune ed è stato collegato ad una mortalità più elevata. Tuttavia, la maggior parte degli studi ha avuto un follow-up breve e non ha esplorato le potenziali spiegazioni.</p>
<p>E’ stato pubblicato sugli <em>Annals of Internal Medicine</em> uno studio di coorte prospettico (<strong>2</strong>) che ha arruolato 2289 adulti di età compresa tra 71 e 82 anni (37,7% di persone di colore e 51,9% di donne) e seguiti per 13 anni. Ai partecipanti veniva valutato lo stato olfattivo mediante il <em>Brief Smell Identification Test</em> (BSIT) somministrato durante l’appuntamento di follow-up , con registrazione del tasso di mortalità per tutte le cause e cause specifiche a 3, 5, 10 e 13 anni dopo il basale.</p>
<p>A 13 anni di follow-up 1211 soggetti erano deceduti. Rispetto a quelli che avevano un senso dell’olfatto integro, i soggetti con un’alterazione olfattiva presentavano un rischio cumulativo di morte del 46% più alto dopo 10 anni (RR, 1,46 [IC 95%, 1,27-1,67]) e del 30% dopo 13 anni (RR, 1,30 [IC, 1,18-1,42]). Associazioni simili sono state trovate in uomini e donne, in persone bianche e nere. Tuttavia, l&#8217;associazione tra alterazione dell’olfatto è mortalità nel periodo di osservazione era evidente tra i partecipanti che avevano un livello di salute eccellente rispetto alla norma (mortalità a 10 anni RR 1,62 [CI, 1,37-1,90]) ma non tra quelli che avevano una salute da buona a cattiva (mortalità a 10 anni RR , 1,06 [CI, 0,82-1,37]).</p>
<p>Nell’analisi di mortalità causa-specifica lo scarso olfatto era associato a una mortalità più elevata per malattie neurodegenerative (demenza o morbo di Parkinson) e modestamente legato alla morte per malattie cardiovascolari. Tra i partecipanti allo studio con scarso olfatto le malattie neuro-degenerative da sole spiegavano il 22% e la perdita di peso il 6% della mortalità a 10 anni più elevata.</p>
<p>Questo studio si aggiunge alle evidenze per il legame tra declino olfattivo, perdita di peso involontaria e rischio di demenza e morte. Potrebbe essere un segnale di allarme precoce per condizioni di salute avverse e insidiose per l’aspettativa di vita a lungo termine negli anziani, particolarmente per quelli in apparente in buona/ottima salute.</p>
<p>L&#8217;utilizzo della perdita dell&#8217;olfatto come potenziale fattore predittivo della malattia neurodegenerativa necessita di conferme, ma apre nuovi scenari per la ricerca nella pratica clinica dove la maggior parte degli anziani non riesce a riconoscere la propria diminuzione dell’olfatto e i medici raramente ne controllano l’integrità nei loro pazienti.</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Credits:<strong> <a href="https://www.msdsalute.it/risorse-professionali/editoriali-detail.xhtml?code=tcm:4148-993157&amp;imtoken=MS1D9wL13QL9j98CBmAtsA1COqs7smLTugsqNXydyPBrTp9dxEWHB0KpidfkJlWQlH9cm51aXHNznDBqcaHTBp20SDEIWxIUpULeWHpbKlEVv&amp;utm_content=geriatria&amp;utm_medium=email&amp;utm_source=sfmc&amp;utm_campaign=MSDSaluteWeekly_20190513&amp;compositeKey=2019-MSDS-T000000201" target="_blank" rel="noopener">MSD Salute</a></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Diagnosi celiachia: biopsia si o no?</title>
		<link>https://rosalbafranco.portfoliografico.com/diagnosi-celiachia-biopsia-si-o-no/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 May 2019 17:31:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una dieta sana non segue le mode   La celiachia è una patologia ad ampia diffusione (si stima ne sia affetto circa l’1% della popolazione) e ancora sotto-diagnosticata (su 600.000 casi attesi in Italia quelli realmente diagnosticati sono solo 190.000). Se ne parla sempre di più perché l’aumento di attenzione sull’argomento (e il conseguente lento incremento dei&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Una dieta sana non segue le mode</h1>
<p><strong> </strong></p>
<p>La celiachia è una patologia ad ampia diffusione (si stima ne sia affetto circa l’1% della popolazione) e ancora sotto-diagnosticata (su 600.000 casi attesi in Italia quelli realmente diagnosticati sono solo 190.000).</p>
<p>Se ne parla sempre di più perché l’aumento di attenzione sull’argomento (e il conseguente lento incremento dei casi diagnosticati) ha portato la necessità di garantire la disponibilità di prodotti, cucine e ambienti dove chi ne ha bisogno possa seguire una dieta senza glutine.<br />
<strong>Per il celiaco la dieta senza glutine è da considerarsi un salva-vita</strong>, in considerazione delle molteplici e anche gravi conseguenze che il glutine può causare.</p>
<p>Ma negli anni si è assistito ad una <strong>aggressiva campagna pubblicitaria che ha diffuso la convinzione, che non ha alcuna dimostrazione scientifica, che il glutine sia dannoso anche per chi celiaco non è</strong>.</p>
<p>La pubblicità (ingannevole) e le mode alimentari (ancora più ingannevoli) tendono a farci pensare che ogni prodotto gluten free sia sano e dietetico: in realtà i prodotti commercializzati gluten free sono soprattutto prodotti industriali da forno e possono causare tutti i danni connessi a un eccesso del loro consumo; in questo modo l’intento salutista viene vanificato dal consumo di cibo spazzatura o alimenti fortemente industrializzati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I prodotti senza glutine sono dannosi per chi è sano</h2>
<p>Inoltre <strong>i prodotti senza glutine presentano un maggiore indice glicemico</strong>.</p>
<p>L’indice glicemico è un parametro che indica la velocità con cui aumenta la concentrazione di glucosio nel sangue dopo l’assunzione di 50 grammi di carboidrati. Insieme al carico glicemico, ovvero la quantità di carboidrati assunti, è responsabile dell’accumularsi di calorie nel nostro organismo. In altre parole, <strong>più alto è l’indice glicemico di un alimento maggiore sarà l’accumulo di calorie in eccesso</strong>.</p>
<p>Ciò significa che tali prodotti aumentano il rischio di <a href="https://rosalbafranco.portfoliografico.com/obesita-infantile/">obesità</a> e possono quindi essere pericolosi anche per i bambini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La diagnosi della celiachia possibile anche senza biopsia?</h2>
<p>A tale proposito recentemente si è parlato di diagnosi di celiachia che, dicono i ricercatori europei, può essere fatta senza istologia in un &#8220;numero significativo&#8221; di bambini.<br />
Marjolijn Landman del Maasstad Ziekenhuis di Rotterdam e colleghi hanno valutato l&#8217;effetto dell&#8217;attuazione delle linee guida 2012 della Società Europea per la Gastroenterologia Pediatrica, l&#8217;Epatologia e la Nutrizione (Espghan) e l&#8217;algoritmo diagnostico per una diagnosi di celiachia in 253 bambini (età media 6,6 anni, per il 59% ragazze ) in Olanda.<br />
Le linee guida affermano che la biopsia – attuale gold standard – potrebbe essere evitata nei bambini che soddisfano criteri specifici.</p>
<p>In particolare la biopsia potrebbe essere omessa nei bambini sintomatici con anticorpi anti-transglutaminasi tissutale (IgA-tTG) superiori di 10 volte il limite della norma, con anticorpi anti-endomisio (Ema) e marcatori genetici predisponenti (Hla Dq2/8). Nei bambini asintomatici a maggior rischio di celiachia, la diagnosi si basa su sierologia e istologia positive.</p>
<p>Dati in parte contestati da altri studi americani ma è aperto a tal proposito il dibattito. Rimane il fatto che sul tema sono molte le<a href="https://www.msdsalute.it/risorse-professionali/notizie-detail.xhtml?code=tcm:4148-981347&amp;imtoken=MS19e75LfOJvtYUau5ShMjDOapZWluypeM8gNHjAwGYg2czvFmouk4oLMVEdrUZI1sNoQg2I5JBAl1rsW5BVJLsVjNEkCJjpeJNG0jL1p6osW&amp;utm_content=alimentazione&amp;utm_medium=email&amp;utm_source=sfmc&amp;utm_campaign=MSDSaluteWeekly_20190506&amp;compositeKey=2019-MSDS-T000000196"> ricerche in corso</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Credits:<strong> Arch Dis Child 2019</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Svelato il meccanismo che può far morire &#8220;di fame&#8221; i tumori</title>
		<link>https://rosalbafranco.portfoliografico.com/svelato-il-meccanismo-che-puo-far-morire-di-fame-i-tumori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 May 2019 08:10:18 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[tumori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>02-05-2019 – TGCom24 Nello studio condotto in laboratorio la crescita del tumore si blocca perché muoiono le cellule cancerose. Un gruppo di ricercatori italiani ha individuato il meccanismo che può far morire il cancro &#8220;di fame&#8221;. Lo studio, condotto su cellule umane in vitro, dimostra che una dieta ipoglicemica e l&#8217;assunzione di metformina (un farmaco contro il diabete di tipo 2,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>02-05-2019 – TGCom24</p>
<h2>Nello studio condotto in laboratorio la crescita del tumore si blocca perché muoiono le cellule cancerose.</h2>
<p>Un gruppo di <strong>ricercatori italiani </strong>ha individuato il <strong>meccanismo </strong>che può far morire il <strong>cancro </strong>&#8220;di fame&#8221;. Lo studio, condotto su cellule umane in vitro, dimostra che una dieta ipoglicemica e l&#8217;assunzione di metformina (un farmaco contro il diabete di tipo 2, ndr) possono uccidere le cellule tumorali attraverso un inedito meccanismo molecolare. &#8220;Presto inizierà la sperimentazione clinica sui pazienti&#8221;, ha annunciato il coordinatore della ricerca Saverio Minucci.</p>
<h3>La ricerca sulle cellule condotta da IFOM</h3>
<p>Lo studio, sostenuto da Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, è stato condotto in collaborazione con il gruppo di Marco Foiani, direttore Scientifico dell&#8217;<strong>IFOM</strong> e Ordinario di Biologia Molecolare dell&#8217;<strong>Università degli Studi</strong> di Milano.</p>
<p>I ricercatori hanno dunque scoperto che una dieta che porti a un abbassamento della glicemia, associata alla somministrazione di metformina, innesca una reazione a catena che porta alla morte delle cellule tumorali: &#8220;Attraverso l&#8217;associazione di questo regime dietetico con il farmaco metformina &#8211; spiega Minucci &#8211; si attiva un circuito molecolare nuovo, che porta all&#8217;eliminazione di una proteina fondamentale per la sopravvivenza di molti tipi di tumore, la MCL1. Sulle cavie da laboratorio si è visto che tale approccio si è dimostrato efficace contro vari tumori solidi come il melanoma ed il tumore della mammella triplo negativo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Si è osservato che <strong>la crescita del tumore si blocca</strong>, perché le cellule cancerose muoiono, e in alcuni casi si è arrivati alla scomparsa del tumore&#8221;. Questi risultati, secondo l&#8217;esperto, sono molto promettenti anche se la cautela è d&#8217;obbligo: &#8220;A breve &#8211; annuncia &#8211; partirà lo studio clinico su un centinaio di pazienti. Nella sperimentazione clinica dovra&#8217; essere confermata la tollerabilità della combinazione e inoltre in via preliminare si dovrà valutare l&#8217;efficacia della combinazione di una dieta ipoglicemica e metformina per fermare la progressione del tumore in aggiunta a terapie già in uso come la chemioterapia&#8221;.</p>
<h3>Risultati dello studio</h3>
<p>Una conferma ulteriore di quanto gli zuccheri semplici, quelli a veloce assorbimento, siano pericolosi.</p>
<p>Una dieta personalizzata con la corretta percentuale di zuccheri complessi a lento rilascio è la <a href="https://rosalbafranco.portfoliografico.com/dieta/">via giusta per la salute.</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Credits: <a href="https://www.tgcom24.mediaset.it/salute/tumori-svelato-il-meccanismo-che-fa-morire-di-fame-il-cancro_3206241-201902a.shtml" target="_blank" rel="noopener">TGCOM24</a></p>
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		<title>Ictus giovanile, attenzione agli stili di vita</title>
		<link>https://rosalbafranco.portfoliografico.com/ictus-giovanile-attenzione-agli-stili-di-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 May 2019 09:27:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[ictus]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>29-04-2019 &#8211; La Stampa Salute Si è appena concluso il mese di aprile, dedicato a questo grave malanno, tra le prime cause di morte al mondo. Aveva solo 52 anni l’attore Luke Perry, morto per un ictus cerebrale Erroneamente si ritiene che l’ictus colpisca soltanto gli anziani, ma non è così, anche se effettivamente la&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>29-04-2019 &#8211; La Stampa Salute</p>
<h2>Si è appena concluso il mese di aprile, dedicato a questo grave malanno, tra le prime cause di morte al mondo. Aveva solo 52 anni l’attore Luke Perry, morto per un ictus cerebrale</h2>
<p>Erroneamente si ritiene che l’ictus colpisca soltanto gli anziani, ma non è così, anche se effettivamente la probabilità di malattia aumenta con l’aumentare dell’età, dato che l’età è uno dei fattori di rischio cardio-cerebrovascolari. Lo sono anche la pressione arteriosa, la colesterolemia, l’indice di massa corporea, il diabete e la familiarità.</p>
<p>«In Italia si calcola che circa 12.000 soggetti di età inferiore a 55 anni ne vengano colpiti ogni anno» dichiara Carlo Gandolfo, professore di neurologia all’Università di Genova.</p>
<p>«Il problema assume particolare rilevanza – aggiunge il neurologo, membro del comitato tecnico scientifico di Alice Italia Onlus, l’associazione per la lotta all’ictus cerebrale – considerando che nei soggetti “giovani” l’incidenza di ictus, cioè il numero di nuovi casi che si verificano in un anno nella popolazione, sembrerebbe tendere ad aumentare, mentre, grazie all’efficacia della prevenzione, nelle altre fasce di età più avanzata l’incidenza tende a diminuire, almeno in tutte le nazioni economicamente avanzate».</p>
<p>Non solo. Gandolfo spiega che «nei giovani più spesso che negli anziani l’ictus si presenta nella sua forma più grave, cioè come emorragia intra-cranica. L’ictus, cioè, è causato dalla rottura spontanea di un’arteria intra-cranica con fuoriuscita di sangue a pressione elevata. E l’ictus emorragico ha un tasso di mortalità più che doppio rispetto alle molto più frequenti forme ischemiche, dovute invece all’occlusione di un’arteria cerebrale».</p>
<p class="p">È fondamentale allora «stimolare la popolazione ad abbandonare cattive abitudine che aumentano la probabilità di malattia, in particolare il fumo, l’alcol, l’assunzione di sostanze illecite, che sono notoriamente connesse con l’ictus e in particolare con le forme emorragiche».</p>
<h4 class="p"><span class="nero">L’ICTUS È UN’EMERGENZA MEDICA</span></h4>
<p class="p">Il Rapporto sull’Ictus in Italia (anno 2018) sollecita un’azione sistematica e persistente di informazione della popolazione in grado di veicolare messaggi chiari e fondamentali:</p>
<ul>
<li class="p">l’ictus è un’emergenza medica</li>
<li class="p">l’ictus è una malattia frequente e grave</li>
<li class="p">l’ictus colpisce in varie fasce di età, giovani inclusi</li>
<li class="p">le conseguenze sono spesso drammatiche e possono durare anche tutta la vita.</li>
</ul>
<p class="p">Tuttavia, è fondamentale segnalare che il pericolo ictus si può scongiurare tenendo sotto controllo alcuni fattori di rischio generali/individuali e che oggi l’ictus si può curare, riducendo mortalità e disabilità, se l’intervento è tempestivo e se avviene in strutture specializzate.</p>
<h4 class="p"><span class="nero">FATTORI DI RISCHIO</span></h4>
<p class="p">In occasione dell’ultima edizione della Giornata mondiale dell’ictus, il Dipartimento di malattie cardiovascolari, dismetaboliche e dell’invecchiamento dell’Istituto Superiore di Sanità ha ricordato che i fattori di rischio e le condizioni a rischio modificabili sono l’ipertensione arteriosa, l’obesità, il diabete e il colesterolo alto, mentre fra gli stili di vita l’abuso di bevande alcoliche, l’abitudine al fumo e la sedentarietà. E che gli studi epidemiologici suggeriscono che la metà degli ictus potrebbe essere evitata attraverso l’adozione di stili di vita salutari (e la terapia farmacologica in caso di persone a elevato rischio cardiovascolare o che hanno avuto un infarto del miocardio o una sindrome coronarica acuta).</p>
<h4 class="p"><span class="nero">Pertanto i consigli sono</span></h4>
<p class="p">&#8211; tenere sotto controllo la pressione arteriosa, la fibrillazione atriale, gli zuccheri nel sangue (glicemia) e il peso corporeo, mantenendone i valori entro i limiti raccomandati</p>
<p class="p">&#8211; adottare fin da giovanissimi stili di vita salutari: in particolare, non fumare, non abusare di alcolici, mangiare sano e svolgere regolare attività fisica.</p>
<p class="p">Dire addio alle sigarette, per esempio, e abbinare questa scelta salutare ad attività fisica regolare e a un’alimentazione ricca di frutta, verdura, cereali integrali, legumi e pesce, e povera di cibi ricchi di grassi saturi (grassi di origine animale), colesterolo, zuccheri semplici (i dolci) e sale &#8211; in altre parole, un modello alimentare ispirato alla dieta mediterranea e a basso contenuto di sodio &#8211; aiuta a mantenere livelli adeguati di pressione arteriosa, colesterolemia e glicemia.</p>
<p class="p">La familiarità, invece, è un fattore di rischio non modificabile che deve tenere alta l’asticella dell’attenzione inducendo i giovani con genitori che hanno avuto un ictus ad attenersi alle raccomandazioni mediche per tenere scrupolosamente sotto controllo i fattori di rischio invece modificabili.</p>
<p class="p">@simona_regina</p>
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<div class="ls-license-inner"></div>
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</div>
</div>
<p>Credits: <a href="https://www.lastampa.it/2019/04/29/scienza/ictus-giovanile-attenzione-agli-stili-di-vita-H81l1vrmRQUNIxrPhl2uDL/pagina.html" target="_blank" rel="noopener">LaStampa.it</a></p>
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		<title>Cuore: le uova tornano sul banco degli imputati</title>
		<link>https://rosalbafranco.portfoliografico.com/cuore-le-uova-tornano-sul-banco-degli-imputati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 13:35:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[malattie cardiache]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[uova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>20-03-2019 &#8211; Reuters Health News Dopo una serie di studi che hanno rassicurato i consumatori sul consumo di uova, un nuovo rapporto associa l’aumento del rischio di malattie cardiache al crescente consumo di questo alimento. Il lavoro, che combina i dati di sei studi precedenti, ha rilevato un aumento del 6% del rischio di malattia&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>20-03-2019 &#8211; Reuters Health News</p>
<h3>Dopo una serie di studi che hanno rassicurato i consumatori sul consumo di uova, un nuovo rapporto associa l’aumento del rischio di malattie cardiache al crescente consumo di questo alimento.</h3>
<p>Il lavoro, che combina i dati di sei studi precedenti, ha rilevato un aumento del 6% del rischio di malattia cardiovascolare quando il numero medio di uova consumate al giorno aumenta di mezzo uovo.</p>
<p>“Chi introita alti livelli di colesterolo ha un rischio aumentato di sviluppare malattie cardiache e ha una probabilità di mortalità più alta negli anni successivi, sottoliena Norrina Allen, professore associato di medicina preventiva presso la Feinberg School of Medicine della Northwestern University di Chicago e coautrice dello studio.</p>
<p>“Non dico che le persone devono eliminare completamente le uova dalla loro dieta – chiarisce – Sto solo suggerendo di mangiarle con moderazione. La quantità di colesterolo che si consuma non è collegata in modo semplice con la quantità trovata nel sangue. Questo dipende da molti fattori tra cui la predisposizione genetica e il modo in cui si metabolizza il colesterolo”.</p>
<h4>Lo studio</h4>
<p>Il team di Allen ha analizzato i dati raccolti da sei studi, che hanno coinvolto un totale di 29.615 persone seguite per una media di 17,5 anni.</p>
<p>All’inizio, i partecipanti hanno compilato questionari descrivendo la dieta che seguivano. Poi non è stato chiesto più nulla a riguardo.</p>
<p>Nel corso del tempo ci sono stati 5.400 esiti avversi (fatali e non) correlati al sistema cardiovascolare, tra cui 2.088 eventi cardiaci, 1.302 ictus, 1.897 insufficienze cardiache e 113 altri decessi per malattie cardiovascolari.</p>
<p><strong>Quando hanno analizzato i dati, i ricercatori hanno trovato un’associazione tra il consumo di uova, come riportato all’inizio dello studio, e il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari dei partecipanti. Quando il loro consumo di uova è aumentato, è cresciuto anche il rischio.</strong></p>
<p>L’associazione si è indebolita al punto da non essere più statisticamente significativa quando i ricercatori hanno tenuto conto del consumo totale di colesterolo.</p>
<p>“Questo significa che l’associazione tra uova e malattie cardiache è spiegata dal colesterolo contenuto nelle uova”, osserva Allen.</p>
<h4>I commenti</h4>
<p>Altri esperti non sono del tutto convinti che lo studio dimostri che le uova causano malattie cardiache.</p>
<p>“Il ruolo del colesterolo nello sviluppo delle malattie cardiache è stato discusso per oltre tre decenni – ha affermato Dennis Bruemmer, cardiologo dell’Heart and Vascular Institute e professore associato di medicina presso il Medical Center dell’Università di Pittsburgh – Anche il particolare contributo del colesterolo derivato dalle uova è stato studiato in diversi lavori, con risultati variabili e discrepanti. Questo studio ha dei limiti evidenti, tra cui l’auto-segnalazione in un singolo punto temporale, che ne limita la validità”.</p>
<p>Se è vero che le uova contengono un bel po ‘di colesterolo – circa 200 mg, la quantità massima giornaliera raccomandata nelle linee guida attuali – “mangiarle con moderazione è probabilmente accettabile dal punto di vista nutrizionale – ribadisce Bruemmer – Moderazione significa meno di un uovo al giorno in media, comprese le uova che si trovano negli alimenti come il pane”.</p>
<h5><strong>Fonte: JAMA 2019</strong></h5>
<p>Credits: <a href="https://www.msdsalute.it/risorse-professionali/notizie-detail.xhtml?code=tcm:4148-979584&amp;imtoken=MS0yB5XlNgP91HVrAQrVTvkRW9ci6MouLvVZA1zKo0L99D40juPMNWEYwlHv08OeGBVlmxZdn4xR4H8J13axqiVJYyjWGtvtJAyWNKc24oByD&amp;utm_content=cardio&amp;utm_medium=email&amp;utm_source=sfmc&amp;utm_campaign=MSDSaluteWeekly_20190429&amp;compositeKey=2019-MSDS-T000000188">MSDSalute.it</a></p>
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		<item>
		<title>Mangia che ti passa: la Nutraceutica in tavola.</title>
		<link>https://rosalbafranco.portfoliografico.com/mangia-che-ti-passa-la-nutraceutica-in-tavola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Mar 2019 11:49:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[nutraceutica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Combinare i cibi nel modo giusto ci mette al riparo dalla malattia. Questo è il principio della nutraceutica, parola nata dall’unione di nutrizione e farmaceutica: si tratta di una scienza che indica come gli alimenti possano essere utilizzati anche per prevenire o curare determinate patologie.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Combinare i cibi nel modo giusto ci mette al riparo dalla malattia. Questo è il principio della nutraceutica, parola nata dall’unione di <strong>nutrizione e farmaceutica</strong>: si tratta di una scienza che indica come gli alimenti possano essere utilizzati anche per <strong>prevenire o curare</strong> determinate patologie. Sottolineare l’importanza della dieta per vivere in salute non è scontato, così questa disciplina ci aiuta a fare chiarezza sui principi fondamentali per creare un pasto funzionale, capace di migliorare lo stato generale della nostra salute.</p>
<h4><strong>Le interazioni tra gli alimenti</strong></h4>
<p>Grazie alle interazioni tra gli alimenti è infatti possibile associare tra loro dei cibi che possono diventare, in alcuni casi, veri e propri farmaci non solo per la prevenzione ma anche per la cura di importanti malattie. Ad esempio un piatto di orecchiette d’orzo ricco di beta-glucano, con rape e cavolo condite con olio extravergine d’oliva ad alto contenuto di polifenoli: il piatto funzionale per eccellenza secondo Vincenzo Lionetti, professore associato di anestesiologia della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Un piatto del genere ha costituenti in grado di esercitare un&#8217;<strong>azione cardioprotettiva</strong> importantissima per prevenire malattie cardiovascolari.</p>
<p>La nutraceutica è una disciplina in forte ascesa anche grazie alle molteplici evidenze scientifiche emerse da appropriati studi, sperimentali e clinici, che chiariscono la reale portata dei risultati e dell’efficacia delle sostanze in questione. In ogni caso è sempre consigliabile richiedere consiglio ad un medico specialista per saperne di più e avere delle indicazioni più dettagliate sulle associazioni ideali degli alimenti.</p>
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		<title>Insieme “Andiamo a canestro”</title>
		<link>https://rosalbafranco.portfoliografico.com/insieme-andiamo-a-canestro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Mar 2019 14:36:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://rosalbafranco.portfoliografico.com/?p=52355</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ringrazio l’associazione “Robur Basket” di Osimo, per avermi voluto in squadra e accolto nella sua “famiglia”. Stare accanto ai ragazzi e dare il mio supporto professionale, mi riempie di gioia.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio l’associazione “Robur Basket” di Osimo, per avermi voluto in squadra e accolto nella sua “famiglia”. Stare accanto ai ragazzi e dare il mio supporto professionale, mi riempie di gioia.</p>
<p>Un grazie particolare ad Alessandra Gallo che, in un cammino concepito insieme, fatto di azioni concrete e ben programmate, ha voluto contribuire a realizzare progetti e ad accrescere la Salute dei più piccoli che saranno gli adulti di domani.</p>
<p>È proprio nella scelta del cibo giusto per ognuno di noi, che sta, in realtà, il vero nutrimento.<br />
Guarderemo perciò al futuro e a ciò di cui ognuno si alimenta, perché tutto si costruisce con ascolto, comunicazione, trasparenza, volontà e collaborazione.<br />
Noi vorremmo esserci.</p>
<p>E se poi piacerai ai bambini, non puoi essere una brutta persona&#8230;<br />
Loro non mentono.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Per “non dare più i numeri”&#8230; Nasce l’hub contro lo spreco del cibo</title>
		<link>https://rosalbafranco.portfoliografico.com/per-non-dare-piu-i-numeri-nasce-lhub-contro-lo-spreco-del-cibo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jan 2019 08:46:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://rosalbafranco.portfoliografico.com/?p=52204</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per insegnare ai bambini a non gettare via il cibo, impariamolo noi per primi.  Nel mondo un terzo della produzione di cibo viene sprecata. In Italia si spreca il 35% dei prodotti freschi (latticini, carne, pesce), il 19% del pane e 16% di frutta e verdura.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://rosalbafranco.portfoliografico.com/per-non-dare-piu-i-numeri-nasce-lhub-contro-lo-spreco-del-cibo/">Per “non dare più i numeri”&#8230; Nasce l’hub contro lo spreco del cibo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://rosalbafranco.portfoliografico.com">Rosalba Franco - Nutrizionista Osimo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per insegnare ai bambini a non gettare via il cibo, impariamolo noi per primi. Nel mondo un terzo della produzione di cibo viene sprecata.<br />
<strong> In Italia si spreca il 35% dei prodotti freschi</strong> (latticini, carne, pesce), <strong>il 19% del pane e 16% di frutta e verdura.</strong></p>
<p>Lo spreco di cibo nel nostro Paese determina una perdita di 1226 milioni di metri cubi l&#8217;anno di acqua, pari al 2,5% dell&#8217;intera portata annua del fiume Po, e produce l&#8217;immissione nell&#8217;ambiente di 24,5 milioni di tonnellate CO2 l&#8217;anno, di cui 14,3 milioni per gli sprechi domestici. L&#8217;assorbimento della sola CO2 prodotta dallo spreco domestico in Italia richiede una superficie boschiva maggiore di quella presente in Lombardia.</p>
<p>Per questo è nato un progetto all&#8217;interno del protocollo ZeroSprechi, condiviso nel 2016 tra il Comune di Milano, Assolombarda e Politecnico di Milano.<br />
Si tratta di un hub di quartiere che possa essere da esempio anche per altre zone e possa rappresentare solo il primo di una lunga serie di progetti cittadini simili.</p>
<p><a href="http://www.zerosprechi.eu"><i>www.zerosprechi.eu</i></a></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
