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	<title>ricerca &#8211; Rosalba Franco &#8211; Nutrizionista Osimo</title>
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	<description>Medico chirurgo specialista in scienze dell&#039;alimentazione ad indirizzo nutrizionistico</description>
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	<title>ricerca &#8211; Rosalba Franco &#8211; Nutrizionista Osimo</title>
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		<title>Alterazione dell’olfatto e mortalità: un indicatore dello stato di salute nell’anziano</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2019 15:59:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Alterazione dell’olfatto e mortalità: un indicatore dello stato di salute nell’anziano La relazione tra compromissione dell’olfatto e malattia è un aspetto poco esplorato dalla ricerca medica. L’olfatto è tra le strutture limbiche più antiche dell’uomo e ha un ruolo determinante, ma sottovalutato nella salute e nel comportamento. L&#8217;olfatto facilita l&#8217;individuazione e l&#8217;identificazione di alimenti&#8230;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<h1 class="description">Alterazione dell’olfatto e mortalità: un indicatore dello stato di salute nell’anziano</h1>
<div class="extended_info">
<p>La relazione tra compromissione dell’olfatto e malattia è un aspetto poco esplorato dalla ricerca medica. L’olfatto è tra le strutture limbiche più antiche dell’uomo e ha un ruolo determinante, ma sottovalutato nella salute e nel comportamento. L&#8217;olfatto facilita l&#8217;individuazione e l&#8217;identificazione di alimenti avariati e dei rischi ambientali da sostanze volatili, influenza l&#8217;igiene personale e lo stato nutrizionale attraverso il suo impatto sull&#8217;appetito e sul comportamento alimentare.</p>
<p>Le regioni olfattive hanno connessioni reciproche con regioni cerebrali chiave che condizionano la memoria, l&#8217;emozione e la sazietà. Il nervo olfattivo è l&#8217;unico nervo cranico direttamente esposto all&#8217;ambiente ed è vulnerabile alle noxae provocate da condizioni che contribuiscono alla mortalità, come malattie croniche, lesioni cerebrali traumatiche e malattie neurodegenerative. Negli anziani una riduzione del senso del’olfatto è comune ed è stato collegato ad una mortalità più elevata. Tuttavia, la maggior parte degli studi ha avuto un follow-up breve e non ha esplorato le potenziali spiegazioni.</p>
<p>E’ stato pubblicato sugli <em>Annals of Internal Medicine</em> uno studio di coorte prospettico (<strong>2</strong>) che ha arruolato 2289 adulti di età compresa tra 71 e 82 anni (37,7% di persone di colore e 51,9% di donne) e seguiti per 13 anni. Ai partecipanti veniva valutato lo stato olfattivo mediante il <em>Brief Smell Identification Test</em> (BSIT) somministrato durante l’appuntamento di follow-up , con registrazione del tasso di mortalità per tutte le cause e cause specifiche a 3, 5, 10 e 13 anni dopo il basale.</p>
<p>A 13 anni di follow-up 1211 soggetti erano deceduti. Rispetto a quelli che avevano un senso dell’olfatto integro, i soggetti con un’alterazione olfattiva presentavano un rischio cumulativo di morte del 46% più alto dopo 10 anni (RR, 1,46 [IC 95%, 1,27-1,67]) e del 30% dopo 13 anni (RR, 1,30 [IC, 1,18-1,42]). Associazioni simili sono state trovate in uomini e donne, in persone bianche e nere. Tuttavia, l&#8217;associazione tra alterazione dell’olfatto è mortalità nel periodo di osservazione era evidente tra i partecipanti che avevano un livello di salute eccellente rispetto alla norma (mortalità a 10 anni RR 1,62 [CI, 1,37-1,90]) ma non tra quelli che avevano una salute da buona a cattiva (mortalità a 10 anni RR , 1,06 [CI, 0,82-1,37]).</p>
<p>Nell’analisi di mortalità causa-specifica lo scarso olfatto era associato a una mortalità più elevata per malattie neurodegenerative (demenza o morbo di Parkinson) e modestamente legato alla morte per malattie cardiovascolari. Tra i partecipanti allo studio con scarso olfatto le malattie neuro-degenerative da sole spiegavano il 22% e la perdita di peso il 6% della mortalità a 10 anni più elevata.</p>
<p>Questo studio si aggiunge alle evidenze per il legame tra declino olfattivo, perdita di peso involontaria e rischio di demenza e morte. Potrebbe essere un segnale di allarme precoce per condizioni di salute avverse e insidiose per l’aspettativa di vita a lungo termine negli anziani, particolarmente per quelli in apparente in buona/ottima salute.</p>
<p>L&#8217;utilizzo della perdita dell&#8217;olfatto come potenziale fattore predittivo della malattia neurodegenerativa necessita di conferme, ma apre nuovi scenari per la ricerca nella pratica clinica dove la maggior parte degli anziani non riesce a riconoscere la propria diminuzione dell’olfatto e i medici raramente ne controllano l’integrità nei loro pazienti.</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Credits:<strong> <a href="https://www.msdsalute.it/risorse-professionali/editoriali-detail.xhtml?code=tcm:4148-993157&amp;imtoken=MS1D9wL13QL9j98CBmAtsA1COqs7smLTugsqNXydyPBrTp9dxEWHB0KpidfkJlWQlH9cm51aXHNznDBqcaHTBp20SDEIWxIUpULeWHpbKlEVv&amp;utm_content=geriatria&amp;utm_medium=email&amp;utm_source=sfmc&amp;utm_campaign=MSDSaluteWeekly_20190513&amp;compositeKey=2019-MSDS-T000000201" target="_blank" rel="noopener">MSD Salute</a></strong></p>
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		<title>Diagnosi celiachia: biopsia si o no?</title>
		<link>https://rosalbafranco.portfoliografico.com/diagnosi-celiachia-biopsia-si-o-no/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 May 2019 17:31:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una dieta sana non segue le mode   La celiachia è una patologia ad ampia diffusione (si stima ne sia affetto circa l’1% della popolazione) e ancora sotto-diagnosticata (su 600.000 casi attesi in Italia quelli realmente diagnosticati sono solo 190.000). Se ne parla sempre di più perché l’aumento di attenzione sull’argomento (e il conseguente lento incremento dei&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Una dieta sana non segue le mode</h1>
<p><strong> </strong></p>
<p>La celiachia è una patologia ad ampia diffusione (si stima ne sia affetto circa l’1% della popolazione) e ancora sotto-diagnosticata (su 600.000 casi attesi in Italia quelli realmente diagnosticati sono solo 190.000).</p>
<p>Se ne parla sempre di più perché l’aumento di attenzione sull’argomento (e il conseguente lento incremento dei casi diagnosticati) ha portato la necessità di garantire la disponibilità di prodotti, cucine e ambienti dove chi ne ha bisogno possa seguire una dieta senza glutine.<br />
<strong>Per il celiaco la dieta senza glutine è da considerarsi un salva-vita</strong>, in considerazione delle molteplici e anche gravi conseguenze che il glutine può causare.</p>
<p>Ma negli anni si è assistito ad una <strong>aggressiva campagna pubblicitaria che ha diffuso la convinzione, che non ha alcuna dimostrazione scientifica, che il glutine sia dannoso anche per chi celiaco non è</strong>.</p>
<p>La pubblicità (ingannevole) e le mode alimentari (ancora più ingannevoli) tendono a farci pensare che ogni prodotto gluten free sia sano e dietetico: in realtà i prodotti commercializzati gluten free sono soprattutto prodotti industriali da forno e possono causare tutti i danni connessi a un eccesso del loro consumo; in questo modo l’intento salutista viene vanificato dal consumo di cibo spazzatura o alimenti fortemente industrializzati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I prodotti senza glutine sono dannosi per chi è sano</h2>
<p>Inoltre <strong>i prodotti senza glutine presentano un maggiore indice glicemico</strong>.</p>
<p>L’indice glicemico è un parametro che indica la velocità con cui aumenta la concentrazione di glucosio nel sangue dopo l’assunzione di 50 grammi di carboidrati. Insieme al carico glicemico, ovvero la quantità di carboidrati assunti, è responsabile dell’accumularsi di calorie nel nostro organismo. In altre parole, <strong>più alto è l’indice glicemico di un alimento maggiore sarà l’accumulo di calorie in eccesso</strong>.</p>
<p>Ciò significa che tali prodotti aumentano il rischio di <a href="https://rosalbafranco.portfoliografico.com/obesita-infantile/">obesità</a> e possono quindi essere pericolosi anche per i bambini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La diagnosi della celiachia possibile anche senza biopsia?</h2>
<p>A tale proposito recentemente si è parlato di diagnosi di celiachia che, dicono i ricercatori europei, può essere fatta senza istologia in un &#8220;numero significativo&#8221; di bambini.<br />
Marjolijn Landman del Maasstad Ziekenhuis di Rotterdam e colleghi hanno valutato l&#8217;effetto dell&#8217;attuazione delle linee guida 2012 della Società Europea per la Gastroenterologia Pediatrica, l&#8217;Epatologia e la Nutrizione (Espghan) e l&#8217;algoritmo diagnostico per una diagnosi di celiachia in 253 bambini (età media 6,6 anni, per il 59% ragazze ) in Olanda.<br />
Le linee guida affermano che la biopsia – attuale gold standard – potrebbe essere evitata nei bambini che soddisfano criteri specifici.</p>
<p>In particolare la biopsia potrebbe essere omessa nei bambini sintomatici con anticorpi anti-transglutaminasi tissutale (IgA-tTG) superiori di 10 volte il limite della norma, con anticorpi anti-endomisio (Ema) e marcatori genetici predisponenti (Hla Dq2/8). Nei bambini asintomatici a maggior rischio di celiachia, la diagnosi si basa su sierologia e istologia positive.</p>
<p>Dati in parte contestati da altri studi americani ma è aperto a tal proposito il dibattito. Rimane il fatto che sul tema sono molte le<a href="https://www.msdsalute.it/risorse-professionali/notizie-detail.xhtml?code=tcm:4148-981347&amp;imtoken=MS19e75LfOJvtYUau5ShMjDOapZWluypeM8gNHjAwGYg2czvFmouk4oLMVEdrUZI1sNoQg2I5JBAl1rsW5BVJLsVjNEkCJjpeJNG0jL1p6osW&amp;utm_content=alimentazione&amp;utm_medium=email&amp;utm_source=sfmc&amp;utm_campaign=MSDSaluteWeekly_20190506&amp;compositeKey=2019-MSDS-T000000196"> ricerche in corso</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Credits:<strong> Arch Dis Child 2019</strong></p>
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		<item>
		<title>Svelato il meccanismo che può far morire &#8220;di fame&#8221; i tumori</title>
		<link>https://rosalbafranco.portfoliografico.com/svelato-il-meccanismo-che-puo-far-morire-di-fame-i-tumori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 May 2019 08:10:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>02-05-2019 – TGCom24 Nello studio condotto in laboratorio la crescita del tumore si blocca perché muoiono le cellule cancerose. Un gruppo di ricercatori italiani ha individuato il meccanismo che può far morire il cancro &#8220;di fame&#8221;. Lo studio, condotto su cellule umane in vitro, dimostra che una dieta ipoglicemica e l&#8217;assunzione di metformina (un farmaco contro il diabete di tipo 2,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>02-05-2019 – TGCom24</p>
<h2>Nello studio condotto in laboratorio la crescita del tumore si blocca perché muoiono le cellule cancerose.</h2>
<p>Un gruppo di <strong>ricercatori italiani </strong>ha individuato il <strong>meccanismo </strong>che può far morire il <strong>cancro </strong>&#8220;di fame&#8221;. Lo studio, condotto su cellule umane in vitro, dimostra che una dieta ipoglicemica e l&#8217;assunzione di metformina (un farmaco contro il diabete di tipo 2, ndr) possono uccidere le cellule tumorali attraverso un inedito meccanismo molecolare. &#8220;Presto inizierà la sperimentazione clinica sui pazienti&#8221;, ha annunciato il coordinatore della ricerca Saverio Minucci.</p>
<h3>La ricerca sulle cellule condotta da IFOM</h3>
<p>Lo studio, sostenuto da Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, è stato condotto in collaborazione con il gruppo di Marco Foiani, direttore Scientifico dell&#8217;<strong>IFOM</strong> e Ordinario di Biologia Molecolare dell&#8217;<strong>Università degli Studi</strong> di Milano.</p>
<p>I ricercatori hanno dunque scoperto che una dieta che porti a un abbassamento della glicemia, associata alla somministrazione di metformina, innesca una reazione a catena che porta alla morte delle cellule tumorali: &#8220;Attraverso l&#8217;associazione di questo regime dietetico con il farmaco metformina &#8211; spiega Minucci &#8211; si attiva un circuito molecolare nuovo, che porta all&#8217;eliminazione di una proteina fondamentale per la sopravvivenza di molti tipi di tumore, la MCL1. Sulle cavie da laboratorio si è visto che tale approccio si è dimostrato efficace contro vari tumori solidi come il melanoma ed il tumore della mammella triplo negativo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Si è osservato che <strong>la crescita del tumore si blocca</strong>, perché le cellule cancerose muoiono, e in alcuni casi si è arrivati alla scomparsa del tumore&#8221;. Questi risultati, secondo l&#8217;esperto, sono molto promettenti anche se la cautela è d&#8217;obbligo: &#8220;A breve &#8211; annuncia &#8211; partirà lo studio clinico su un centinaio di pazienti. Nella sperimentazione clinica dovra&#8217; essere confermata la tollerabilità della combinazione e inoltre in via preliminare si dovrà valutare l&#8217;efficacia della combinazione di una dieta ipoglicemica e metformina per fermare la progressione del tumore in aggiunta a terapie già in uso come la chemioterapia&#8221;.</p>
<h3>Risultati dello studio</h3>
<p>Una conferma ulteriore di quanto gli zuccheri semplici, quelli a veloce assorbimento, siano pericolosi.</p>
<p>Una dieta personalizzata con la corretta percentuale di zuccheri complessi a lento rilascio è la <a href="https://rosalbafranco.portfoliografico.com/dieta/">via giusta per la salute.</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Credits: <a href="https://www.tgcom24.mediaset.it/salute/tumori-svelato-il-meccanismo-che-fa-morire-di-fame-il-cancro_3206241-201902a.shtml" target="_blank" rel="noopener">TGCOM24</a></p>
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		<item>
		<title>Cuore: le uova tornano sul banco degli imputati</title>
		<link>https://rosalbafranco.portfoliografico.com/cuore-le-uova-tornano-sul-banco-degli-imputati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 13:35:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[malattie cardiache]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>20-03-2019 &#8211; Reuters Health News Dopo una serie di studi che hanno rassicurato i consumatori sul consumo di uova, un nuovo rapporto associa l’aumento del rischio di malattie cardiache al crescente consumo di questo alimento. Il lavoro, che combina i dati di sei studi precedenti, ha rilevato un aumento del 6% del rischio di malattia&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://rosalbafranco.portfoliografico.com/cuore-le-uova-tornano-sul-banco-degli-imputati/">Cuore: le uova tornano sul banco degli imputati</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://rosalbafranco.portfoliografico.com">Rosalba Franco - Nutrizionista Osimo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>20-03-2019 &#8211; Reuters Health News</p>
<h3>Dopo una serie di studi che hanno rassicurato i consumatori sul consumo di uova, un nuovo rapporto associa l’aumento del rischio di malattie cardiache al crescente consumo di questo alimento.</h3>
<p>Il lavoro, che combina i dati di sei studi precedenti, ha rilevato un aumento del 6% del rischio di malattia cardiovascolare quando il numero medio di uova consumate al giorno aumenta di mezzo uovo.</p>
<p>“Chi introita alti livelli di colesterolo ha un rischio aumentato di sviluppare malattie cardiache e ha una probabilità di mortalità più alta negli anni successivi, sottoliena Norrina Allen, professore associato di medicina preventiva presso la Feinberg School of Medicine della Northwestern University di Chicago e coautrice dello studio.</p>
<p>“Non dico che le persone devono eliminare completamente le uova dalla loro dieta – chiarisce – Sto solo suggerendo di mangiarle con moderazione. La quantità di colesterolo che si consuma non è collegata in modo semplice con la quantità trovata nel sangue. Questo dipende da molti fattori tra cui la predisposizione genetica e il modo in cui si metabolizza il colesterolo”.</p>
<h4>Lo studio</h4>
<p>Il team di Allen ha analizzato i dati raccolti da sei studi, che hanno coinvolto un totale di 29.615 persone seguite per una media di 17,5 anni.</p>
<p>All’inizio, i partecipanti hanno compilato questionari descrivendo la dieta che seguivano. Poi non è stato chiesto più nulla a riguardo.</p>
<p>Nel corso del tempo ci sono stati 5.400 esiti avversi (fatali e non) correlati al sistema cardiovascolare, tra cui 2.088 eventi cardiaci, 1.302 ictus, 1.897 insufficienze cardiache e 113 altri decessi per malattie cardiovascolari.</p>
<p><strong>Quando hanno analizzato i dati, i ricercatori hanno trovato un’associazione tra il consumo di uova, come riportato all’inizio dello studio, e il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari dei partecipanti. Quando il loro consumo di uova è aumentato, è cresciuto anche il rischio.</strong></p>
<p>L’associazione si è indebolita al punto da non essere più statisticamente significativa quando i ricercatori hanno tenuto conto del consumo totale di colesterolo.</p>
<p>“Questo significa che l’associazione tra uova e malattie cardiache è spiegata dal colesterolo contenuto nelle uova”, osserva Allen.</p>
<h4>I commenti</h4>
<p>Altri esperti non sono del tutto convinti che lo studio dimostri che le uova causano malattie cardiache.</p>
<p>“Il ruolo del colesterolo nello sviluppo delle malattie cardiache è stato discusso per oltre tre decenni – ha affermato Dennis Bruemmer, cardiologo dell’Heart and Vascular Institute e professore associato di medicina presso il Medical Center dell’Università di Pittsburgh – Anche il particolare contributo del colesterolo derivato dalle uova è stato studiato in diversi lavori, con risultati variabili e discrepanti. Questo studio ha dei limiti evidenti, tra cui l’auto-segnalazione in un singolo punto temporale, che ne limita la validità”.</p>
<p>Se è vero che le uova contengono un bel po ‘di colesterolo – circa 200 mg, la quantità massima giornaliera raccomandata nelle linee guida attuali – “mangiarle con moderazione è probabilmente accettabile dal punto di vista nutrizionale – ribadisce Bruemmer – Moderazione significa meno di un uovo al giorno in media, comprese le uova che si trovano negli alimenti come il pane”.</p>
<h5><strong>Fonte: JAMA 2019</strong></h5>
<p>Credits: <a href="https://www.msdsalute.it/risorse-professionali/notizie-detail.xhtml?code=tcm:4148-979584&amp;imtoken=MS0yB5XlNgP91HVrAQrVTvkRW9ci6MouLvVZA1zKo0L99D40juPMNWEYwlHv08OeGBVlmxZdn4xR4H8J13axqiVJYyjWGtvtJAyWNKc24oByD&amp;utm_content=cardio&amp;utm_medium=email&amp;utm_source=sfmc&amp;utm_campaign=MSDSaluteWeekly_20190429&amp;compositeKey=2019-MSDS-T000000188">MSDSalute.it</a></p>
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