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	<title>salute &#8211; Rosalba Franco &#8211; Nutrizionista Osimo</title>
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	<description>Medico chirurgo specialista in scienze dell&#039;alimentazione ad indirizzo nutrizionistico</description>
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	<title>salute &#8211; Rosalba Franco &#8211; Nutrizionista Osimo</title>
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		<title>La Solastalgia: il disturbo da deficit di natura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 May 2019 09:23:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sana alimentazione e obesità]]></category>
		<category><![CDATA[deficit di attenzione]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
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		<category><![CDATA[obesità infantile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La SOLASTALGIA è il disturbo da deficit di natura. Questo curioso fenomeno è associato all’aumento dei casi di deficit dell’attenzione, di obesità e di depressione, oltre ad altri problemi di salute fisica e mentale. Questa mancanza di natura può essere avvertita in particolare dai bambini. Sono proprio i più piccoli, infatti, che provano inconsciamente il&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>La SOLASTALGIA è il disturbo da deficit di natura.</h1>
<h2>Questo curioso fenomeno è associato all’aumento dei casi di deficit dell’attenzione, di obesità e di depressione, oltre ad altri problemi di salute fisica e mentale.</h2>
<p>Questa mancanza di natura può essere avvertita in particolare dai <strong>bambini</strong>. Sono proprio i più piccoli, infatti, che provano inconsciamente il bisogno di maggiore <strong>contatto con l’ambiente naturale</strong> attraverso escursioni in campagna, nei boschi,  al mare o in montagna.</p>
<p>Questa disconnessione dal mondo, può aiutarci a migliorare i nostri livelli di <strong>concentrazione</strong> e a <strong>ridurre lo stress</strong> accumulato nella vita quotidiana o la sensazione di irritabilità. Trascorrere più tempo a contatto con la natura può aiutarci anche ad alleviare o <strong>evitare il rischio di soffrire di malattie respiratorie</strong>, causate dall’inquinamento degli ambienti urbani.</p>
<p>Come abbiamo accennato, anche <a href="https://rosalbafranco.portfoliografico.com/obesita-infantile/"><strong>l’obesità</strong></a> è connessa a questo disturbo, così come l’iperattività o la carenza di vitamina D. Tutti questi sintomi possono sfociare in patologie di relativa gravità, a causa di un contatto poco regolare con la natura.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Svelato il meccanismo che può far morire &#8220;di fame&#8221; i tumori</title>
		<link>https://rosalbafranco.portfoliografico.com/svelato-il-meccanismo-che-puo-far-morire-di-fame-i-tumori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 May 2019 08:10:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[tumori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>02-05-2019 – TGCom24 Nello studio condotto in laboratorio la crescita del tumore si blocca perché muoiono le cellule cancerose. Un gruppo di ricercatori italiani ha individuato il meccanismo che può far morire il cancro &#8220;di fame&#8221;. Lo studio, condotto su cellule umane in vitro, dimostra che una dieta ipoglicemica e l&#8217;assunzione di metformina (un farmaco contro il diabete di tipo 2,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>02-05-2019 – TGCom24</p>
<h2>Nello studio condotto in laboratorio la crescita del tumore si blocca perché muoiono le cellule cancerose.</h2>
<p>Un gruppo di <strong>ricercatori italiani </strong>ha individuato il <strong>meccanismo </strong>che può far morire il <strong>cancro </strong>&#8220;di fame&#8221;. Lo studio, condotto su cellule umane in vitro, dimostra che una dieta ipoglicemica e l&#8217;assunzione di metformina (un farmaco contro il diabete di tipo 2, ndr) possono uccidere le cellule tumorali attraverso un inedito meccanismo molecolare. &#8220;Presto inizierà la sperimentazione clinica sui pazienti&#8221;, ha annunciato il coordinatore della ricerca Saverio Minucci.</p>
<h3>La ricerca sulle cellule condotta da IFOM</h3>
<p>Lo studio, sostenuto da Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, è stato condotto in collaborazione con il gruppo di Marco Foiani, direttore Scientifico dell&#8217;<strong>IFOM</strong> e Ordinario di Biologia Molecolare dell&#8217;<strong>Università degli Studi</strong> di Milano.</p>
<p>I ricercatori hanno dunque scoperto che una dieta che porti a un abbassamento della glicemia, associata alla somministrazione di metformina, innesca una reazione a catena che porta alla morte delle cellule tumorali: &#8220;Attraverso l&#8217;associazione di questo regime dietetico con il farmaco metformina &#8211; spiega Minucci &#8211; si attiva un circuito molecolare nuovo, che porta all&#8217;eliminazione di una proteina fondamentale per la sopravvivenza di molti tipi di tumore, la MCL1. Sulle cavie da laboratorio si è visto che tale approccio si è dimostrato efficace contro vari tumori solidi come il melanoma ed il tumore della mammella triplo negativo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Si è osservato che <strong>la crescita del tumore si blocca</strong>, perché le cellule cancerose muoiono, e in alcuni casi si è arrivati alla scomparsa del tumore&#8221;. Questi risultati, secondo l&#8217;esperto, sono molto promettenti anche se la cautela è d&#8217;obbligo: &#8220;A breve &#8211; annuncia &#8211; partirà lo studio clinico su un centinaio di pazienti. Nella sperimentazione clinica dovra&#8217; essere confermata la tollerabilità della combinazione e inoltre in via preliminare si dovrà valutare l&#8217;efficacia della combinazione di una dieta ipoglicemica e metformina per fermare la progressione del tumore in aggiunta a terapie già in uso come la chemioterapia&#8221;.</p>
<h3>Risultati dello studio</h3>
<p>Una conferma ulteriore di quanto gli zuccheri semplici, quelli a veloce assorbimento, siano pericolosi.</p>
<p>Una dieta personalizzata con la corretta percentuale di zuccheri complessi a lento rilascio è la <a href="https://rosalbafranco.portfoliografico.com/dieta/">via giusta per la salute.</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Credits: <a href="https://www.tgcom24.mediaset.it/salute/tumori-svelato-il-meccanismo-che-fa-morire-di-fame-il-cancro_3206241-201902a.shtml" target="_blank" rel="noopener">TGCOM24</a></p>
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		<title>Ictus giovanile, attenzione agli stili di vita</title>
		<link>https://rosalbafranco.portfoliografico.com/ictus-giovanile-attenzione-agli-stili-di-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 May 2019 09:27:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[ictus]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>29-04-2019 &#8211; La Stampa Salute Si è appena concluso il mese di aprile, dedicato a questo grave malanno, tra le prime cause di morte al mondo. Aveva solo 52 anni l’attore Luke Perry, morto per un ictus cerebrale Erroneamente si ritiene che l’ictus colpisca soltanto gli anziani, ma non è così, anche se effettivamente la&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://rosalbafranco.portfoliografico.com/ictus-giovanile-attenzione-agli-stili-di-vita/">Ictus giovanile, attenzione agli stili di vita</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://rosalbafranco.portfoliografico.com">Rosalba Franco - Nutrizionista Osimo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>29-04-2019 &#8211; La Stampa Salute</p>
<h2>Si è appena concluso il mese di aprile, dedicato a questo grave malanno, tra le prime cause di morte al mondo. Aveva solo 52 anni l’attore Luke Perry, morto per un ictus cerebrale</h2>
<p>Erroneamente si ritiene che l’ictus colpisca soltanto gli anziani, ma non è così, anche se effettivamente la probabilità di malattia aumenta con l’aumentare dell’età, dato che l’età è uno dei fattori di rischio cardio-cerebrovascolari. Lo sono anche la pressione arteriosa, la colesterolemia, l’indice di massa corporea, il diabete e la familiarità.</p>
<p>«In Italia si calcola che circa 12.000 soggetti di età inferiore a 55 anni ne vengano colpiti ogni anno» dichiara Carlo Gandolfo, professore di neurologia all’Università di Genova.</p>
<p>«Il problema assume particolare rilevanza – aggiunge il neurologo, membro del comitato tecnico scientifico di Alice Italia Onlus, l’associazione per la lotta all’ictus cerebrale – considerando che nei soggetti “giovani” l’incidenza di ictus, cioè il numero di nuovi casi che si verificano in un anno nella popolazione, sembrerebbe tendere ad aumentare, mentre, grazie all’efficacia della prevenzione, nelle altre fasce di età più avanzata l’incidenza tende a diminuire, almeno in tutte le nazioni economicamente avanzate».</p>
<p>Non solo. Gandolfo spiega che «nei giovani più spesso che negli anziani l’ictus si presenta nella sua forma più grave, cioè come emorragia intra-cranica. L’ictus, cioè, è causato dalla rottura spontanea di un’arteria intra-cranica con fuoriuscita di sangue a pressione elevata. E l’ictus emorragico ha un tasso di mortalità più che doppio rispetto alle molto più frequenti forme ischemiche, dovute invece all’occlusione di un’arteria cerebrale».</p>
<p class="p">È fondamentale allora «stimolare la popolazione ad abbandonare cattive abitudine che aumentano la probabilità di malattia, in particolare il fumo, l’alcol, l’assunzione di sostanze illecite, che sono notoriamente connesse con l’ictus e in particolare con le forme emorragiche».</p>
<h4 class="p"><span class="nero">L’ICTUS È UN’EMERGENZA MEDICA</span></h4>
<p class="p">Il Rapporto sull’Ictus in Italia (anno 2018) sollecita un’azione sistematica e persistente di informazione della popolazione in grado di veicolare messaggi chiari e fondamentali:</p>
<ul>
<li class="p">l’ictus è un’emergenza medica</li>
<li class="p">l’ictus è una malattia frequente e grave</li>
<li class="p">l’ictus colpisce in varie fasce di età, giovani inclusi</li>
<li class="p">le conseguenze sono spesso drammatiche e possono durare anche tutta la vita.</li>
</ul>
<p class="p">Tuttavia, è fondamentale segnalare che il pericolo ictus si può scongiurare tenendo sotto controllo alcuni fattori di rischio generali/individuali e che oggi l’ictus si può curare, riducendo mortalità e disabilità, se l’intervento è tempestivo e se avviene in strutture specializzate.</p>
<h4 class="p"><span class="nero">FATTORI DI RISCHIO</span></h4>
<p class="p">In occasione dell’ultima edizione della Giornata mondiale dell’ictus, il Dipartimento di malattie cardiovascolari, dismetaboliche e dell’invecchiamento dell’Istituto Superiore di Sanità ha ricordato che i fattori di rischio e le condizioni a rischio modificabili sono l’ipertensione arteriosa, l’obesità, il diabete e il colesterolo alto, mentre fra gli stili di vita l’abuso di bevande alcoliche, l’abitudine al fumo e la sedentarietà. E che gli studi epidemiologici suggeriscono che la metà degli ictus potrebbe essere evitata attraverso l’adozione di stili di vita salutari (e la terapia farmacologica in caso di persone a elevato rischio cardiovascolare o che hanno avuto un infarto del miocardio o una sindrome coronarica acuta).</p>
<h4 class="p"><span class="nero">Pertanto i consigli sono</span></h4>
<p class="p">&#8211; tenere sotto controllo la pressione arteriosa, la fibrillazione atriale, gli zuccheri nel sangue (glicemia) e il peso corporeo, mantenendone i valori entro i limiti raccomandati</p>
<p class="p">&#8211; adottare fin da giovanissimi stili di vita salutari: in particolare, non fumare, non abusare di alcolici, mangiare sano e svolgere regolare attività fisica.</p>
<p class="p">Dire addio alle sigarette, per esempio, e abbinare questa scelta salutare ad attività fisica regolare e a un’alimentazione ricca di frutta, verdura, cereali integrali, legumi e pesce, e povera di cibi ricchi di grassi saturi (grassi di origine animale), colesterolo, zuccheri semplici (i dolci) e sale &#8211; in altre parole, un modello alimentare ispirato alla dieta mediterranea e a basso contenuto di sodio &#8211; aiuta a mantenere livelli adeguati di pressione arteriosa, colesterolemia e glicemia.</p>
<p class="p">La familiarità, invece, è un fattore di rischio non modificabile che deve tenere alta l’asticella dell’attenzione inducendo i giovani con genitori che hanno avuto un ictus ad attenersi alle raccomandazioni mediche per tenere scrupolosamente sotto controllo i fattori di rischio invece modificabili.</p>
<p class="p">@simona_regina</p>
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<div class="ls-license-inner"></div>
</div>
</div>
</div>
<p>Credits: <a href="https://www.lastampa.it/2019/04/29/scienza/ictus-giovanile-attenzione-agli-stili-di-vita-H81l1vrmRQUNIxrPhl2uDL/pagina.html" target="_blank" rel="noopener">LaStampa.it</a></p>
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