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	<title>Rosalba Franco &#8211; Nutrizionista Osimo</title>
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	<description>Medico chirurgo specialista in scienze dell&#039;alimentazione ad indirizzo nutrizionistico</description>
	<lastBuildDate>Sun, 02 Aug 2020 10:29:26 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Rosalba Franco &#8211; Nutrizionista Osimo</title>
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	<item>
		<title>Riso parboiled o Risotto? Le 7 note per il Risotto perfetto: “Risotto con scampi e asparagi di mare&#8221;</title>
		<link>https://rosalbafranco.portfoliografico.com/riso-parboiled-o-risotto-le-7-note-per-il-piatto-perfetto-risotto-con-scampi-e-asparagi-di-mare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2020 09:05:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La vita non è tutta in...salata!]]></category>
		<category><![CDATA[celiachia]]></category>
		<category><![CDATA[cucina che passione]]></category>
		<category><![CDATA[glutine]]></category>
		<category><![CDATA[La ricetta della nutrizionista]]></category>
		<category><![CDATA[La salute in tavola]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette dietetiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CIBO IN&#8230;CUCINA  Riso parboiled o Risotto? Le 7 Note per il Risotto perfetto: &#8220;Risotto con scampi e asparagi di mare&#8221; Scegliere il riso parboiled anziché il riso bianco permette di assumere più micronutrienti. Il trattamento cui è sottoposto questo tipo di riso (vapore-essiccazione-gelatinizzazione) permette infatti di salvaguardare parte delle vitamine e dei sali minerali che&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: left;"><em><strong><span style="font-size: 17.5pt; font-family: 'Arial',sans-serif; color: #222222;">CIBO IN&#8230;CUCINA </span></strong></em></h1>
<h1>Riso parboiled o Risotto?</h1>
<h1>Le 7 Note per il Risotto perfetto:</h1>
<h1>&#8220;Risotto con scampi e asparagi di mare&#8221;</h1>
<p>Scegliere il <strong>riso parboiled</strong> anziché il <strong>riso bianco</strong> permette di assumere più micronutrienti. Il trattamento cui è sottoposto questo tipo di riso (vapore-essiccazione-gelatinizzazione) permette infatti di salvaguardare parte delle <strong>vitamine e dei sali minerali</strong> che vengono invece persi nel riso bianco. Il riso parboiled è inoltre <strong>più digeribile</strong> rispetto a quello bianco. Il suo contenuto in fibre è però inferiore rispetto a quello del riso integrale: per questo in termini di effetti benefici per la salute, il <strong>riso integrale</strong> in generale continua ad essere la tipologia più consigliata dagli specialisti della nutrizione.</p>
<p>Il riso inoltre è un <strong>cereale privo di glutine</strong>, quindi adatto anche all&#8217;alimentazione di chi è affetto da <strong>celiachia</strong>.</p>
<h2>MA NEL PIATTO?</h2>
<p>È il riso della <strong>donna moderna</strong>, di oggi, evoluta, tecnologica, che lavora, va di fretta, ha troppi impegni da portare a termine a fine giornata, è il riso da portare in spiaggia e&#8230;il riso di Eta Beta, a consistenza gommosa che non scuoce mai perchè non cuoce mai e il suo contrario.</p>
<p>I chicchi di riso restano integri e separati dalla massa, utili per <strong>insalate fredde</strong> o per <strong>preparazioni veloci</strong>, da tenere in frigo pronti per più giorni e condire all’occorrenza.</p>
<p>Niente a che vedere, però, con il piacere di <strong>cucinare un buon risotto</strong> ad opera d’arte, all’onda e ben mantecato.</p>
<p>Per preparare un buon risotto è necessaria la costanza di aggiungere un mestolo di brodo ogni volta e al momento giusto, prima che si asciughi troppo, prima che inizi ad attaccarsi o bruciare, ma senza nemmeno affogarlo nel brodo. Con <strong>pazienza</strong>, <strong>tempo</strong>, <strong>carezza</strong> del cucchiaio per amalgamarlo, <strong>attenzione</strong> continua per non scuocerlo troppo.</p>
<p>Non si lascia mai la casseruola insomma, guai&#8230;se non si vuole rovinare la ricetta.</p>
<p>Quando non si trova il tempo in cucina, supplisce la <strong>passione</strong>.</p>
<p>Risotto&#8230;grande pietanza e curiosa metafora delle relazioni umane.</p>
<h2>LE 7 NOTE PER IL RISOTTO PERFETTO:</h2>
<ol>
<li>
<h3>Il brodo</h3>
</li>
</ol>
<p>Scordatevi i dadi o il granulare e preparate un buon brodo fatto in casa con sedano carota e cipolla, o di carne o un fumetto di pesce.</p>
<ol start="2">
<li>
<h3>Tostare il riso</h3>
</li>
</ol>
<p>Far saltare 80/100 gr di riso, a porzione. In casseruola per qualche minuto, la tostatura permette al chicco di mantenere la sua consistenza e compattezza, e non dare quella sensazione ospedaliera al palato di&#8230;riso bollito.</p>
<ol start="3">
<li>
<h3>Sfumare il riso</h3>
</li>
</ol>
<p>Significa aggiungere un cucchiaino di vino ben freddo e lasciarlo evaporare. L’alcool bilancerà con la sua acidità il sapore del risotto, scioglierà eventuali grassi, dará vita ad un risotto cremoso.</p>
<ol start="4">
<li>
<h3>Versare il brodo piano piano</h3>
</li>
</ol>
<p>Il tempo di cottura di un risotto va dai 15 ai 18 minuti. Mescolarlo delicatamente dal basso verso l’alto.</p>
<ol start="5">
<li>
<h3>Gli ingredienti del riso</h3>
</li>
</ol>
<p>Inserire la carne ad inizio cottura. Le verdure a metà cottura. Il pesce a fine cottura. Gli Ingredienti che siano freschi e del nostro territorio.</p>
<ol start="6">
<li>
<h3>Mantecare il riso</h3>
</li>
</ol>
<p>Spegnere la fiamma e toglierlo dal fuoco. A questo punto inserite una noce di burro o olio extra vergine di oliva gelato, bastano 5 gr (no panna per carità !!) e un cucchiaino di parmigiano. Scuotere la casseruola con movimento del polso creando onde morbide.</p>
<ol start="7">
<li>
<h3>L’impiattamento</h3>
</li>
</ol>
<p>Versare con un cucchiaio il risotto in un piatto piano o vassoio e dare piccoli colpi sotto col palmo della mano, per distenderlo in tutta la sua superficie. Il risotto è perfetto quando scivola morbido e cremoso sul piatto, si scioglie in bocca e i chicchi sono ben amalgamati tra loro.</p>
<p>A piacere, sopra, spezie, semi tostati, pepe bianco.</p>
<p>Buon appetito</p>
<h3>(Foto live: Risotto con scampi e asparagi di mare)</h3>
<p>* Le informazioni quantitative e qualitative riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un&#8217;alimentazione sana personalizzata ed equilibrata, soprattutto in presenza di patologie conclamate e nell’evenienza di quelle non riconosciute, è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o del medico specialista in dietologia e nutrizione. I miei pazienti, in cura, seguano pure le dosi indicate sul menu giornaliero della terapia dietologica personalizzata e da me assegnata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>L’alimentazione: stop and go nel ciclo di vita della donna</title>
		<link>https://rosalbafranco.portfoliografico.com/lalimentazione-stop-and-go-nel-ciclo-di-vita-della-donna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2020 12:01:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’alimentazione: stop and go nel ciclo di vita della donna Noi donne, a volte abbiamo bisogno di chiarire dei concetti basilari sul nostro fisiologico percorso di vita, nel corso della quale il nostro corpo inevitabilmente subisce modifiche e si trasforma. Provo a riassumere un po’, sperando di essere esaustiva&#8230; Programmata per procreare la donna riceve&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="padding-left: 30px;"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-52682" src="https://rosalbafranco.portfoliografico.com/wp-content/uploads/2020/06/45BD5228-EAD8-40B9-9423-065F8BDC95BB.jpeg" alt="" width="900" height="544" srcset="https://rosalbafranco.portfoliografico.com/wp-content/uploads/2020/06/45BD5228-EAD8-40B9-9423-065F8BDC95BB.jpeg 900w, https://rosalbafranco.portfoliografico.com/wp-content/uploads/2020/06/45BD5228-EAD8-40B9-9423-065F8BDC95BB-300x181.jpeg 300w, https://rosalbafranco.portfoliografico.com/wp-content/uploads/2020/06/45BD5228-EAD8-40B9-9423-065F8BDC95BB-768x464.jpeg 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p>
<h1 style="padding-left: 30px;">L’alimentazione: stop and go nel ciclo di vita della donna</h1>
<p style="padding-left: 30px;">Noi <strong>donne</strong>, a volte abbiamo bisogno di chiarire dei concetti basilari sul nostro fisiologico percorso di vita, nel corso della quale il nostro corpo inevitabilmente subisce modifiche e si trasforma.</p>
<p>Provo a riassumere un po’, sperando di essere esaustiva&#8230;<br />
Programmata per procreare la donna riceve sin dall’<strong>adolescenza</strong> i colpi del bombardamento ormonale da parte degli <strong>estrogeni</strong>.<br />
Stato di benessere quando è in<strong> gravidanza</strong>, malessere psicofisico in fase <strong>mestruale</strong>, <a href="https://rosalbafranco.portfoliografico.com/pnei-evoluzione-dellepigenetica-dal-cibo-alle-emozioni/" target="_blank" rel="noopener">alternanza emotiva</a> in <strong>menopausa</strong>: periodo in cui si sovrappongono momenti di frustrazione e di inconcepibile inadeguatezza, a momenti di ribellione e presa di coscienza verso il <strong>cambiamento</strong>.</p>
<h2>Fasi di trasformazione e rinnovo dell&#8217;immagine corporea</h2>
<p>Sono, in ogni loro aspetto, fasi importanti di <strong>trasformazione</strong> in cui la donna cambia di volta in volta il suo aspetto e rinnova la sua<strong> immagine corporea</strong>. Anche l’<strong>aumento di peso</strong> sia nel periodo premestruale, sia in gravidanza, sia prima della menopausa, incidono sulla sfera di corpo e mente. Ogni mese lo scoppio dei follicoli implica un “fallimento” della procreazione e il fisico fluttua tra tensione del seno, gonfiore, dolori ovarici e disagio intimo. In gravidanza l’aumento di peso, le nausee, la sofferenza del parto sono più accolte: è un momento di attesa, essi si confondono con la felicità dell’obiettivo finale. Inizia però proprio da qui l’annullamento della femminilità che lascia il posto alla maternità. La donna si concentra ancora di più sugli altri e non su se stessa. <strong>In ogni campo si prodiga</strong>.</p>
<h2>Cosa succede in premenopausa?</h2>
<p>Al contrario questa fase altruistica tende a diminuire in<strong> premenopausa.</strong> La donna si accorge finalmente di esistere per se stessa&#8230;<br />
<strong>Tutto però le rema contro.</strong><br />
Tende ad aumentare di peso nella parte centrale del corpo, non riconoscendosi più nelle sue forme, modifica la sua costituzione da ginoide in costituzione androide.<br />
Ingrassa come l’uomo.<br />
Avverte secchezza vaginale.<br />
È irritabile, scontrosa, dorme male, iniziano fenomeni a cui non era abituata, il pianto non è più sommesso ma rabbioso, si defila davanti alla sua immagine riflessa, non si accetta, entra in competizione con gli altri ma soprattutto con la sua età.<br />
Tranquille&#8230;È opera dell’aumento del <strong>testosterone</strong>&#8230;<br />
Ormone maschile per antonomasia che però ha i suoi risvolti positivi:<br />
la donna inizia a ragionare come il sesso opposto: nonostante si trovi ad affrontare disagi si ritrova a desiderare quel riscatto di cui si è sempre privata.<br />
Aumenta la <strong>libido</strong>, si preoccupa meno degli altri e più di prendersi <strong>cura di se stessa</strong>, ha necessità adesso di stare da sola, non brama più la certezza della famiglia, lei ha dato. Non cerca, se non la sua essenza, al limite trova. Quel che vuole è circondarsi di cose e persone che la rendano serena e non intacchino la sua benvenuta indipendenza.<br />
E ama il silenzio, in cui soltanto lei si possa ascoltare e fare rumore.</p>
<h2>La vera bellezza è sapersi riconoscere</h2>
<p>Sarebbe in effetti il suo periodo più bello, peccato non lo sappia!<br />
<strong>Sappiatelo invece.</strong><br />
<strong>Accorgetevi di voi, donne e femmine, che avete bisogno ora solo di conquistarvi e non di violarvi.</strong><br />
Ripartire dal <strong>Cibo</strong>, come nutrimento e meta per una nuova, totale armonia.<br />
Accoglietevi.<br />
E Perché no? Accogliamoci.<br />
Solo un’altra donna, d&#8217;altronde, può comprenderne un’altra.<br />
<strong>La vera bellezza è non abbassare mai lo sguardo davanti allo specchio e sapersi riconoscere.</strong><br />
In seduta&#8230; Si affronta anche questo.<br />
<strong>Insieme.</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Panniculopatia PEFS: il giusto nome della cellulite</title>
		<link>https://rosalbafranco.portfoliografico.com/panniculopatia-pefs-il-giusto-nome-della-cellulite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Sep 2019 16:29:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Medicina Estetica]]></category>
		<category><![CDATA[medicina estetica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>P.E.F.S. ovvero panniculopatia edemato fibro sclerotica, anche detta cellulite Sapevate che troppo spesso si scrive cellulite ma il termine giusto è panniculopatia edemato fibro sclerotica (PEFS)? Questo disturbo provoca l’aumento di volume delle cellule adipose unitamente a ritenzione idrica e stasi di liquido. Sono i vari stadi di evoluzione di una patologia del tessuto connettivo,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://rosalbafranco.portfoliografico.com/panniculopatia-pefs-il-giusto-nome-della-cellulite/">Panniculopatia PEFS: il giusto nome della cellulite</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://rosalbafranco.portfoliografico.com">Rosalba Franco - Nutrizionista Osimo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1><strong>P.E.F.S. ovvero panniculopatia edemato fibro sclerotica, anche detta cellulite</strong></h1>
<p>Sapevate che troppo spesso si scrive cellulite ma il termine giusto è <strong>panniculopatia edemato fibro sclerotica</strong> (PEFS)? Questo disturbo provoca l’aumento di volume delle cellule adipose unitamente a ritenzione idrica e stasi di liquido. Sono i vari stadi di evoluzione di una <strong>patologia del tessuto connettivo, la zona dove si muove l’acqua in eccesso e troviamo il nostro grasso.</strong></p>
<p>Il termine cellulite, ormai di uso comune, fa riferimento all’inestetismo ma senza avere alcun riferimento scientifico. Gli stadi sono tre, riferiti ad un danno tissutale in ordine crescente. In base allo stadio di riferimento si può intervenire localmente per ridurlo e curarlo.</p>
<h2></h2>
<h2>Cellulite: cos’è?</h2>
<p>Comunemente si pensa che la cellulite <strong>sia un inestetismo causato da un eccesso di adiposità localizzate. </strong>Dal punto di vista medico, la <strong>cellulite è una patologia che deriva da un’alterazione del derma e ipoderma</strong>. Il termine “cellulite” venne introdotto nel 1922 e definiva le modificazioni del pannicolo adiposo sottocutaneo. Per molti anni tale termine definiva la “cellulite” <strong>come una infiammazione degli adipociti</strong> <strong>sottocutanei</strong>. Dal 1982 si chiarirono gli aspetti istopatologici della “cellulite” stabilendo che era doveroso distinguere due situazioni diverse.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Facciamo chiarezza: l’aspetto scientifico </strong></h2>
<p>L’adiposità localizzata (AL) = semplice aumento degli adipociti</p>
<p>La panniculopatia edemato-fibro sclerotica (PEFS) = la “cellulite”</p>
<p>Le cellule adipose (adipociti) presenti nel tessuto sottocutaneo, fungono da riserva energetica per l’organismo. <strong>Quando si presentano stasi del circolo venoso</strong>, gli adipociti si accumulano fino a comprimere i capillari sanguigni, e il plasma prodotto infiltrandosi fra le cellule, con il tempo provoca delle infiammazioni al tessuto adiposo: <strong>i capillari vengono compressi e il drenaggio dei liquidi in eccesso diventa più difficoltoso.</strong> Questo meccanismo scatena la cellulite.</p>
<p>La cellulite dunque è a tutti gli effetti <strong>una patologia</strong> e non un “inestetismo della cute”, è un vero e proprio <strong>“disordine microvasculo-tissutale”.</strong></p>
<p>È una patologia multifattoriale e pertanto va trattata a 360 gradi.</p>
<p>A tali modificazioni microscopiche corrispondono alterazioni dell’aspetto esterno quali:</p>
<ul>
<li>Modificazioni del profilo cutaneo</li>
<li>Pelle a “buccia d’arancia”</li>
<li>Cute secca, spesso esfoliata</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Segni e sintomi</strong></h2>
<p>Questi sono alcuni dei segni e sintomi che sono abbinati alla patologia.</p>
<ul>
<li>Presenza di micro o macronoduli, percepibili alla palpazione</li>
<li>Cute ipotermica (fredda)</li>
<li>Possibile presenza di smagliature e/o teleangiectasie (capillari) con predisposizione ai piccoli ematomi (“lividi”)</li>
<li>Cute ipotonica ed ipotrofica che segue la postura</li>
<li>Dolore alla palpazione</li>
<li>Pesantezza e/o stanchezza degli arti</li>
</ul>
<h2></h2>
<h2>Le Cause della &#8220;cellulite&#8221;</h2>
<p>Il “sesso femminile” è il più predisposto al formarsi della cellulite <strong>a causa degli squilibri ormonali </strong>a cui è soggetto durante la pubertà, la gravidanza e la meno-pausa. Le cause dipendono comunque da <strong>fattori genetici, ormonali,</strong> e soprattutto <strong>dalla qualità della vita (</strong>vita sedentaria, alimentazione non adeguata).</p>
<p><strong>Una dieta scorretta</strong>, con l’introduzione <strong>eccessiva di calorie, di cibi ricchi di grassi e di sale</strong> favorisce accumulo di adipe localizzato, ritenzione di liquidi, <strong>“intossicazione” generale dell’organismo </strong>e formazione degli odiati cuscinetti. Anche una postura sbagliata contribuisce ad aggravare il quadro clinico: stare molte ore seduti rallenta la circolazione. Da evitare un abbigliamento di tipo aderente: abiti e biancheria attillati comprimono i vasi, mentre scarpe troppo strette o con tacco alto, oltre i 5 cm. ostacolano il ritorno venoso e linfatico. Stress e fumo sono altri fattori che favoriscono l’insorgere della cellulite.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Stadi della patologia “cellulite”</h2>
<p>Prima si interviene contro la cellulite, migliori saranno i risultati dato che una <strong>cellulite al primo stadio</strong>, quando sono solo i liquidi stagnanti i protagonisti del quadro, <strong>è sicuramente più trattabile di una cellulite con presenza di noduli fibrosi.</strong></p>
<p>Importante è quindi riconoscere le caratteristiche fondamentali dei singoli stadi:</p>
<p><strong>1° STADIO (edematosa)</strong></p>
<p>È caratterizzata dalla presenza di gonfiore (edema) dovuto al ristagno di liquidi nel tessuto e di accumulo di grasso e acqua nelle cellule. La cute è ancora tesa ed elastica ma si comincia ad avvertire un senso di pesantezza agli arti; se la cute viene compressa non rimangono “impronte”. È difficile riconoscerla ad occhio nudo.</p>
<p><strong>2° STADIO ( fibrosa )</strong></p>
<p>Nel secondo stadio di cellulite, vi è un peggioramento del microcircolo rispetto alla cellulite edematosa. L’epidermide assume un colorito spento, si arrossa se compressa e assume il cosiddetto aspetto “a buccia d’arancia” se viene stretta fra le dita. Spesso sono presenti <strong>capillari dilatati (teleangectasie), anche in forma ramificata</strong>. Sono tutti sintomi di cattiva ossigenazione, fragilità vasale e difficoltà a smaltire i grassi.</p>
<p><strong>3° STADIO ( sclerotica )</strong></p>
<p>Nel terzo stadio vi è un notevole aumento dei micronoduli. La fibrosi <strong>iniziale si è trasformata in vera e propria sclerosi dei tessuti</strong> che hanno ingabbiato in grossi ammassi duri i micronoduli precedenti. Il numero dei capillari dilatati, quasi sempre presenti, aumenta. La superficie cutanea non è più omogenea e levigata ma presenta il tipico aspetto <strong>“a materasso”,</strong> è fredda al tatto a causa dell’insufficienza circolatoria, è dolente se viene toccata anche con modesta pressione e, se viene compressa, lascia una depressione che scompare solo dopo alcuni secondi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Terapia per combattere la cellulite</strong></h2>
<p>Esistono molte metodiche che però singolarmente non hanno un’efficacia duratura e sicura</p>
<p>Combattere la cellulite non è cosi semplice, quindi occorre <strong>attuare una strategia completa</strong>, in cui una dieta equilibrata e un’attività fisica adeguata venga affiancata a trattamenti localizzati, sia di tipo estetico che di tipo medico.</p>
<p>L’intervento sui tessuti dipende dal grado di danno dei tessuti stessi e consiste in un miglioramento dell’aumento di temperatura locale che ottiene lo scopo terapeutico di migliorare il microcircolo, ridurre il pannicolo fibroadiposo, determinando un rimodellamento delle fibre connettivali. <strong>I tessuti si mostrano più tonici</strong> e si osserva un <strong>miglioramento della microcircolazione che induce alla lipolisi</strong> (demolizione) dei grassi, per cui si ha una riduzione della cellulite, migliorando l’aspetto “a materasso”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Tecnica mesoterapica e altre</h2>
<p>L’esperienza sviluppata con la tecnica <a href="https://rosalbafranco.portfoliografico.com/medicina-estetica/"><strong>mesoterapica</strong></a> ha riscontrato ottimi effetti, soprattutto <strong>per la cellulite allo stadio III</strong>, dove ben poche tecnologie sono riuscite. L’inoculazione di sostanze scelte in base al sintomo e al paziente che lo manifesta, <strong>è tale da permetterne la penetrazione ad una profondità di 2-3 cm.,</strong> dove provocano un movimento in seno ai liquidi ristagnanti e rompono le cellule di grasso, permettendo il riassorbimento di queste sostanze nel torrente circolatorio. Il suo impiego rafforza i benefici del massaggio linfodrenante, in quanto dieta corretta e rimedi giusti, aiutano anche a tonificare e a rassodare i tessuti.</p>
<p><strong>Il linfodrenaggio è infatti un ottimo aiuto</strong>, in quanto serve a riattivare la circolazione linfatica, responsabile dello smaltimento delle tossine dell’organismo. Deve essere effettuato da mani esperte che con sapiente tecnica non vadano a intervenire troppo energicamente e siano capaci di svuotare in maniera corretta le stazioni linfonodali.</p>
<p>Per lo stesso scopo possono essere <strong>usate apparecchiature quali la pressoterapia e gli ultrasuoni</strong>, preferendo quelle adottate in uno studio di medicina estetica. Scopo della metodica quindi, <strong>è di normalizzare il circolo venoso</strong>, <strong>evitare le stasi linfatiche ed aumentare la micro-circolazione periferica.</strong></p>
<p>La terapia d’elezione che utilizzo è quella appunto che riesce a raggiungere il connettivo o mesoderma, ecco perché si chiama: mesoterapia.</p>
<p><strong>In questa zona s’iniettiamo piccole quantità di sostanze, che vengono scelte in base alle caratteristiche che l’inestetismo ha lasciato nei tessuti</strong>. Nel mio studio utilizzo rimedi di origine non chimica, tramite aghi molto sottili. I rimedi terapeutici permettono di ottenere ottimi risultati nella cura del disturbo.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://rosalbafranco.portfoliografico.com/panniculopatia-pefs-il-giusto-nome-della-cellulite/">Panniculopatia PEFS: il giusto nome della cellulite</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://rosalbafranco.portfoliografico.com">Rosalba Franco - Nutrizionista Osimo</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ketchup, come prepararlo senza zucchero</title>
		<link>https://rosalbafranco.portfoliografico.com/ketchup-come-prepararlo-senza-zucchero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Sep 2019 16:05:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La vita non è tutta in...salata!]]></category>
		<category><![CDATA[La ricetta della nutrizionista]]></category>
		<category><![CDATA[La salute in tavola]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette dietetiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ricetta sfiziosa? Salsa ketchup senza zucchero La salsa ketchup senza zucchero è l’alternativa sana al ketchup confezionato che contiene più di 10 zollette di zucchero in un tubetto. La soluzione per evitare l’abuso di zucchero è prepararla in casa, senza cottura e senza mixer, utilizzando come base la salsa di pomodoro fatta in casa, aceto,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1><strong>Ricetta sfiziosa? Salsa ketchup senza zucchero</strong></h1>
<p>La salsa ketchup senza zucchero è <strong>l’alternativa sana al ketchup confezionato</strong> che contiene più di 10 zollette di zucchero in un tubetto. La soluzione per evitare l’abuso di zucchero <strong>è prepararla in casa, senza cottura e senza mixer,</strong> utilizzando come base la salsa di pomodoro fatta in casa, aceto, sale, spezie a piacere, peperoncino rosso e noce moscata naturalmente senza zucchero. E’ così facile da preparare che ti consiglio di <strong>prepararla fresca al momento di utilizzarla.</strong></p>
<p>Volendo prepararne una quantità maggiore ti basterà moltiplicare le dosi di salsa di pomodoro e di aceto e i pizzichi di spezie. In ogni caso <strong>puoi conservarla in frigo esattamente come una normale salsa di pomodoro.</strong></p>
<p>La consistenza dipende dalla densità della salsa, meglio se non troppo liquida e comunque secondo gusto personale.Puoi utilizzarla nella preparazione di antipasti, primi e secondi, contorni o sui crostini di pane integrale.Sostituisce le salse contenenti grassi e zuccheri.</p>
<p>Oltre ad essere un’ottima alternativa in caso di iperglicemia, prediabete e <a href="https://rosalbafranco.portfoliografico.com/obesita-infantile/">diabete</a> è una soluzione genuina per tutti. In questo caso la goccia di miele va sostituita con un pizzico di Stevia in polvere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Ingredienti</h2>
<p>Salsa Di Pomodoro (fatta in casa) 50 ml</p>
<p>(Preparata precedentemente con Pomodori , ciliegino, datterino o San Marzano privati della buccia e dei semi)</p>
<p>Cipolla (frullata) q.b.</p>
<p>Aglio q.b.</p>
<p>Basilico q.b.</p>
<p>Sale q,b.</p>
<p>senza aggiunta di zucchero, nè olio in cottura, eventualmente solo 1 pizzico di bicarbonato per togliere l’acidità in eccesso.</p>
<p>Aceto 2,5 ml</p>
<p>Sale 1 pizzico</p>
<p>Spezie Miste  (con macinino) 1 pizzico</p>
<p>Peperoncino Rosso (tritato fine) 1 pizzico</p>
<p>Miele di castagno  1 goccia o Stevia 1 pizzico</p>
<p>Noce Moscata 1 pizzico</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Preparazione</h2>
<p>Prepara la salsa di pomodoro con ciliegino, datterino o San Marzano privati della buccia e dei semi. Aggiungi cipolla, aglio, basilico e sale quanto basta. Cuoci in padella per 10 minuti con un pochino di acqua, frulla con il mixer e setaccia per rendere la salsa più fine e densa</p>
<p>In un bicchiere dosatore, versa 50 ml di salsa di pomodoro.</p>
<p>Aggiungi 2,5 ml di aceto.</p>
<p>Poi sale, spezie miste, peperoncino rosso, noce moscata, una goccia di miele ed emulsiona energicamente con un cucchiaio.</p>
<p>P.S. 1 pizzico equivale alla punta di un cucchiaino <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.0.1/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Calorie del ketchup </strong></h2>
<p>Le <strong>calorie</strong> per 50 ml ? Solo 7</p>
<h2></h2>
<h2><strong>Benefici del pomodoro </strong></h2>
<p>Il pomodoro, inoltre, se usato senza sofisticazioni e aggiunte caloriche, ha importanti proprietà. È fonte di preziosi nutrienti e ricco di antiossidanti I pomodori sono costituiti per la maggior parte da acqua e da un <strong>contenuto di grassi irrisorio</strong>, con un conseguente apporto calorico molto basso<strong>. I pomodori infatti hanno solo 18 calorie per 100 grammi</strong>.</p>
<p>Vediamo insieme quali sono tutti i nutrienti più abbondanti e le relative quantità.</p>
<h2><strong>Pomodoro: proprietà nutrizionali</strong></h2>
<p>I pomodori sono fonte di preziosi nutrienti, soprattutto di <strong>potassio, fosforo, vitamina C, vitamina K e folati</strong>. Il colore rosso dei pomodori è dovuto ad un antiossidante, <strong>il licopene</strong>, la cui azione è adiuvata da altri due antiossidanti ossia <strong>luteina e zeaxantina</strong>.</p>
<p><strong>Potassio</strong>: i pomodori sono una buona fonte naturale di potassio, minerale che aiuta ridurre la pressione arteriosa e regolare la contrazione muscolare. Inoltre, interviene nell’equilibrio acido- base, nella trasmissione degli impulsi nervosi e nella regolazione del ritmo cardiaco;</p>
<p><strong>Fosforo</strong>: questo minerale interviene in numerosi processi nell’organismo come i processi di riparazione cellulare e la regolazione del pH. Inoltre, fa parte della frazione minerale di ossa e denti ma anche di enzimi e proteine;</p>
<p><strong>Vitamina C</strong>: chiamata anche acido ascorbico, la vitamina C ha una forte azione antiossidante quindi combatte i radicali liberi e stimola il buon funzionamento del sistema immunitario, proteggendo da virus e batteri. Inoltre, è essenziale per la produzione di collagene e per l’assorbimento intestinale del ferro;</p>
<p><strong>Vitamina K</strong>: questa vitamina interviene nel processo di coagulazione del sangue, con una funzione antiemorragica, nella protezione delle ossa e nella regolazione della risposta infiammatoria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Buon appetito</p>
<p>Ricetta elaborata dalla <a href="https://rosalbafranco.portfoliografico.com/chi-sono/"><strong>Dottoressa Rosalba Franco</strong></a> &#8211; <strong>Medico dietologo nutrizionista</strong>.</p>
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		<item>
		<title>PNEI, evoluzione dell’epigenetica: dal cibo alle emozioni</title>
		<link>https://rosalbafranco.portfoliografico.com/pnei-evoluzione-dellepigenetica-dal-cibo-alle-emozioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Aug 2019 15:35:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[globesità]]></category>
		<category><![CDATA[pnei]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi parliamo di Pnei, evoluzione dell’epigenetica: dal cibo alle emozioni. La PNEI, ovvero psiconeuroendocrinoimmunità, nuova scienza medica integrata, è una disciplina che ho inserito nel mio piano di studi. Un alleato prezioso per i professionisti della cura, che mi ha consegnato un modello innovativo di prevenzione e terapia. Già leggendo Strohman, biologo molecolare e i&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Oggi parliamo di Pnei, evoluzione dell’epigenetica: dal cibo alle emozioni.</h1>
<p>La <a href="https://rosalbafranco.portfoliografico.com/omotossicologia/">PNEI</a>, ovvero psiconeuroendocrinoimmunità, <strong>nuova scienza medica integrata</strong>, è una disciplina che ho inserito nel mio piano di studi. Un alleato prezioso per i professionisti della cura, che mi ha consegnato un <strong>modello innovativo di prevenzione e terapia</strong>.</p>
<p>Già leggendo <strong>Strohman,</strong> biologo molecolare e i testi di Robert <strong>Waterland</strong>, ricercatore del Baylor College of Medicine di Houston, Texas, ho potuto apprendere e verificare delle importanti verità circa il <strong>condizionamento esterno</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>COS’È IL CONDIZIONAMENTO ESTERNO</h2>
<p>Erroneamente abbiamo sempre pensato che uno stimolo avesse un andamento dall’interno del nostro codice genetico, cioè dal DNA, all’esterno. Non abbiamo considerato, invece, che procede anche nell&#8217;altro senso, ossia dall&#8217;esterno verso l&#8217;interno, cioè <strong>dall&#8217;ambiente verso l&#8217;interno</strong>.</p>
<p>Ci viene da chiederci allora&#8230;Cos&#8217;è l&#8217;ambiente? Cosa intendiamo per Ambiente?</p>
<p>Ci sono quindi due aspetti fondamentali.</p>
<p>Uno è quello <strong>dell&#8217;ambiente inteso come contesto</strong> di cui ci circondiamo. Ambiente, però, non è solo aria, acqua, sole, vento.</p>
<p>L&#8217;altro, in parallelo, forse ancora più profondo, forse ancora più potente, è quello <strong>delle EMOZIONI</strong>. Tra queste c’è anche il CIBO. In questi anni di studio e di pratica clinica con i miei pazienti, quello che ho percepito, sperimentato e ho compreso, è che in realtà, nelle <strong>vicende della salute e della malattia</strong>, soprattutto quelle legate al cibo, ciò che noi chiamiamo emozioni, hanno un peso molto più grande di quello che pensiamo. Ciò influisce in modo determinante sul nostro modo di alimentarci.</p>
<p>Esiste un legame strettissimo tra alimentazione, genetica ed emozioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>LEGAME TRA ALIMENTAZIONE ED EMOZIONI</h2>
<p>La PNEI come afferma anche l’Epigenetica è lo <strong>studio di come ambiente, pensieri ed emozioni possono influenzare i nostri geni</strong>. Non è solo l’ereditarietà a condizionare la nostra salute, ma anche una serie di altri fattori che influiscono sul nostro benessere, considerati <strong>eventi stressori</strong>, capaci di fungere da silenziatori o attivatori delle nostre espressioni.</p>
<p>In un mondo obesogeno ma sempre più preoccupato per i disturbi dell’alimentazione, tanto che si parla di <strong>GLOBESITÀ</strong>, imparare a riconoscere cosa può danneggiarci e nello stesso tempo capire come funziona la nostra complessa unitarietà psicofisica, <strong>sono due facce della stessa responsabilità.</strong></p>
<p>Per fortuna tutto è assolutamente reversibile.</p>
<p>L’obesità è una patologia curabile grazie a dei regimi alimentari sani e ad un corretto stile di vita.</p>
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		<title>Ricetta estiva? La panzanella, un’ottima soluzione con il caldo estivo</title>
		<link>https://rosalbafranco.portfoliografico.com/ricetta-estiva-la-panzanella-unottima-soluzione-con-il-caldo-estivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jul 2019 13:22:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La vita non è tutta in...salata!]]></category>
		<category><![CDATA[La ricetta della nutrizionista]]></category>
		<category><![CDATA[La salute in tavola]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette dietetiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo mese vedremo una ricetta dietetica (dal basso apporto calorico), molto gustosa e adatta per il periodo estivo.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Ricetta estiva?<br />
La panzanella, un’ottima soluzione con il caldo estivo</h1>
<p>Cerchi <strong>un piatto per l</strong><strong>’</strong><strong>estate</strong> che possa essere preparato <strong>in anticipo</strong>, che non abbia bisogno di eccessivo lavoro ma che <strong>possa saziarti e darti i giusti nutrienti</strong>?</p>
<p>La panzanella con verdure di stagione e olio extravergine d’oliva è il piatto che fa per te.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Ingredienti </strong></h2>
<ul>
<li>100 gr peperoni</li>
<li>100 gr cetrioli</li>
<li>100 gr pomodori</li>
<li>40 gr di pane tostato</li>
<li>5 gr di olio e.v.o.</li>
<li>cipolla, sale, basilico e aceto di vino q.b.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Preparazione</strong></h2>
<p>La panzanella è una <strong>preparazione rustica</strong> a base di pane raffermo bagnato in acqua e poi strizzato, pomodori, cipolla e basilico, condita con olio, sale, basilico e aceto di vino bianco.</p>
<p>Si tratta di un <strong>piatto povero, appartenente alla tradizione contadina</strong>, perfetto per l&#8217;estate in quanto non necessita di cottura e può essere preparato anche in anticipo.</p>
<p>Adatto per <strong>evitare lo spreco di cibo e usare in cucina gli avanzi</strong> in modo creativo e gustoso.</p>
<p>Prova a prepararlo con i tuoi bambini: <strong>un modo divertente per avvicinare anche i più piccoli alla cucina</strong> e fare apprezzare loro tutti i colori e i sapori delle verdure di stagione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-52637" src="https://rosalbafranco.portfoliografico.com/wp-content/uploads/2019/07/madre_figlia_cucinare.jpg" alt="Mamma e figlia cucinano insieme" width="600" height="600" srcset="https://rosalbafranco.portfoliografico.com/wp-content/uploads/2019/07/madre_figlia_cucinare.jpg 600w, https://rosalbafranco.portfoliografico.com/wp-content/uploads/2019/07/madre_figlia_cucinare-150x150.jpg 150w, https://rosalbafranco.portfoliografico.com/wp-content/uploads/2019/07/madre_figlia_cucinare-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo avere affettato il pane mettetelo in una ciotola con acqua e aceto per inumidirlo, quindi strizzatelo e sbriciolatelo con le mani. Sbucciate le cipolle e affettatele, così come i cetrioli e i pomodori tagliati a fette sottili. Mettete tutto insieme e condite con il basilico, l’olio e il sale. Riponete in frigo e lasciate riposare per almeno mezz’ora.</p>
<p>Sostituisci se vuoi i peperoni con metà quantità di cetrioli e metà quantità di cipolla</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Calorie della panzanella </strong></h2>
<p>Le <strong>calorie</strong> per questa porzione? Solo 228</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Benefici della dietetica: cenni storici  </strong></h2>
<p>Questo piatto come molti altri che presenteremo fanno parte <strong>dell</strong><strong>’</strong><strong>arte terapeutica</strong>. La cucina è di per sé <strong>l</strong><strong>’</strong><strong>arte combinatoria per eccellenza</strong>.</p>
<p>Già<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Galeno"> Galeno</a> nel suo “<em>De alimentorum facultatibus, I, 1</em>” riteneva che:“Degli altri sostegni non abbiamo bisogno in ogni tempo, ma senza l’alimentazione non possono vivere né i sani, né i malati”. Proprio secondo questi principi si muove la dietetica: mantenere <strong>l’equilibrio umorale con cibi “temperati” e “bilanciati”,</strong> o più spesso ricostituire quell’equilibrio, ove esso sia compromesso dalla malattia.</p>
<p>La panzanella da questo punto di vista, ricca com’è di <strong>verdure di stagione</strong>, ha tutti gli <strong>elementi fondamentali per un pasto sano e nutriente. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Il valore e il lavoro del Medico <span class="s1"><b>Specialista in Scienze dell’</b></span><span class="s2">Alimentazione</span></strong></h2>
<p class="p2"><span class="s1">Il valore e il lavoro del Medico Specialista in Scienze dell’</span><span class="s2">Alimentazione </span>è proprio quello di stilare una dieta appropriata, conforme e personalizzata sulla base delle caratteristiche di ogni paziente.</p>
<p>Cucina e dietetica parlano il medesimo linguaggio, poiché i criteri del gusto si intrecciano con quelli della salute.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><span class="s1">Buon appetito e Buona Estate! </span></p>
<p>Ricetta elaborata dalla <a href="https://rosalbafranco.portfoliografico.com/chi-sono/"><strong>Dottoressa Rosalba Franco</strong></a> &#8211; <strong>Medico Nutrizionista</strong>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Alterazione dell’olfatto e mortalità: un indicatore dello stato di salute nell’anziano</title>
		<link>https://rosalbafranco.portfoliografico.com/alterazione-dellolfatto-e-mortalita-un-indicatore-dello-stato-di-salute-nellanziano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 May 2019 15:59:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[biopsia]]></category>
		<category><![CDATA[celiachia]]></category>
		<category><![CDATA[glutine]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Alterazione dell’olfatto e mortalità: un indicatore dello stato di salute nell’anziano La relazione tra compromissione dell’olfatto e malattia è un aspetto poco esplorato dalla ricerca medica. L’olfatto è tra le strutture limbiche più antiche dell’uomo e ha un ruolo determinante, ma sottovalutato nella salute e nel comportamento. L&#8217;olfatto facilita l&#8217;individuazione e l&#8217;identificazione di alimenti&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="img_article"></div>
<p>&nbsp;</p>
<h1 class="description">Alterazione dell’olfatto e mortalità: un indicatore dello stato di salute nell’anziano</h1>
<div class="extended_info">
<p>La relazione tra compromissione dell’olfatto e malattia è un aspetto poco esplorato dalla ricerca medica. L’olfatto è tra le strutture limbiche più antiche dell’uomo e ha un ruolo determinante, ma sottovalutato nella salute e nel comportamento. L&#8217;olfatto facilita l&#8217;individuazione e l&#8217;identificazione di alimenti avariati e dei rischi ambientali da sostanze volatili, influenza l&#8217;igiene personale e lo stato nutrizionale attraverso il suo impatto sull&#8217;appetito e sul comportamento alimentare.</p>
<p>Le regioni olfattive hanno connessioni reciproche con regioni cerebrali chiave che condizionano la memoria, l&#8217;emozione e la sazietà. Il nervo olfattivo è l&#8217;unico nervo cranico direttamente esposto all&#8217;ambiente ed è vulnerabile alle noxae provocate da condizioni che contribuiscono alla mortalità, come malattie croniche, lesioni cerebrali traumatiche e malattie neurodegenerative. Negli anziani una riduzione del senso del’olfatto è comune ed è stato collegato ad una mortalità più elevata. Tuttavia, la maggior parte degli studi ha avuto un follow-up breve e non ha esplorato le potenziali spiegazioni.</p>
<p>E’ stato pubblicato sugli <em>Annals of Internal Medicine</em> uno studio di coorte prospettico (<strong>2</strong>) che ha arruolato 2289 adulti di età compresa tra 71 e 82 anni (37,7% di persone di colore e 51,9% di donne) e seguiti per 13 anni. Ai partecipanti veniva valutato lo stato olfattivo mediante il <em>Brief Smell Identification Test</em> (BSIT) somministrato durante l’appuntamento di follow-up , con registrazione del tasso di mortalità per tutte le cause e cause specifiche a 3, 5, 10 e 13 anni dopo il basale.</p>
<p>A 13 anni di follow-up 1211 soggetti erano deceduti. Rispetto a quelli che avevano un senso dell’olfatto integro, i soggetti con un’alterazione olfattiva presentavano un rischio cumulativo di morte del 46% più alto dopo 10 anni (RR, 1,46 [IC 95%, 1,27-1,67]) e del 30% dopo 13 anni (RR, 1,30 [IC, 1,18-1,42]). Associazioni simili sono state trovate in uomini e donne, in persone bianche e nere. Tuttavia, l&#8217;associazione tra alterazione dell’olfatto è mortalità nel periodo di osservazione era evidente tra i partecipanti che avevano un livello di salute eccellente rispetto alla norma (mortalità a 10 anni RR 1,62 [CI, 1,37-1,90]) ma non tra quelli che avevano una salute da buona a cattiva (mortalità a 10 anni RR , 1,06 [CI, 0,82-1,37]).</p>
<p>Nell’analisi di mortalità causa-specifica lo scarso olfatto era associato a una mortalità più elevata per malattie neurodegenerative (demenza o morbo di Parkinson) e modestamente legato alla morte per malattie cardiovascolari. Tra i partecipanti allo studio con scarso olfatto le malattie neuro-degenerative da sole spiegavano il 22% e la perdita di peso il 6% della mortalità a 10 anni più elevata.</p>
<p>Questo studio si aggiunge alle evidenze per il legame tra declino olfattivo, perdita di peso involontaria e rischio di demenza e morte. Potrebbe essere un segnale di allarme precoce per condizioni di salute avverse e insidiose per l’aspettativa di vita a lungo termine negli anziani, particolarmente per quelli in apparente in buona/ottima salute.</p>
<p>L&#8217;utilizzo della perdita dell&#8217;olfatto come potenziale fattore predittivo della malattia neurodegenerativa necessita di conferme, ma apre nuovi scenari per la ricerca nella pratica clinica dove la maggior parte degli anziani non riesce a riconoscere la propria diminuzione dell’olfatto e i medici raramente ne controllano l’integrità nei loro pazienti.</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Credits:<strong> <a href="https://www.msdsalute.it/risorse-professionali/editoriali-detail.xhtml?code=tcm:4148-993157&amp;imtoken=MS1D9wL13QL9j98CBmAtsA1COqs7smLTugsqNXydyPBrTp9dxEWHB0KpidfkJlWQlH9cm51aXHNznDBqcaHTBp20SDEIWxIUpULeWHpbKlEVv&amp;utm_content=geriatria&amp;utm_medium=email&amp;utm_source=sfmc&amp;utm_campaign=MSDSaluteWeekly_20190513&amp;compositeKey=2019-MSDS-T000000201" target="_blank" rel="noopener">MSD Salute</a></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Diagnosi celiachia: biopsia si o no?</title>
		<link>https://rosalbafranco.portfoliografico.com/diagnosi-celiachia-biopsia-si-o-no/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 May 2019 17:31:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[biopsia]]></category>
		<category><![CDATA[celiachia]]></category>
		<category><![CDATA[glutine]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://rosalbafranco.portfoliografico.com/?p=52531</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una dieta sana non segue le mode   La celiachia è una patologia ad ampia diffusione (si stima ne sia affetto circa l’1% della popolazione) e ancora sotto-diagnosticata (su 600.000 casi attesi in Italia quelli realmente diagnosticati sono solo 190.000). Se ne parla sempre di più perché l’aumento di attenzione sull’argomento (e il conseguente lento incremento dei&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Una dieta sana non segue le mode</h1>
<p><strong> </strong></p>
<p>La celiachia è una patologia ad ampia diffusione (si stima ne sia affetto circa l’1% della popolazione) e ancora sotto-diagnosticata (su 600.000 casi attesi in Italia quelli realmente diagnosticati sono solo 190.000).</p>
<p>Se ne parla sempre di più perché l’aumento di attenzione sull’argomento (e il conseguente lento incremento dei casi diagnosticati) ha portato la necessità di garantire la disponibilità di prodotti, cucine e ambienti dove chi ne ha bisogno possa seguire una dieta senza glutine.<br />
<strong>Per il celiaco la dieta senza glutine è da considerarsi un salva-vita</strong>, in considerazione delle molteplici e anche gravi conseguenze che il glutine può causare.</p>
<p>Ma negli anni si è assistito ad una <strong>aggressiva campagna pubblicitaria che ha diffuso la convinzione, che non ha alcuna dimostrazione scientifica, che il glutine sia dannoso anche per chi celiaco non è</strong>.</p>
<p>La pubblicità (ingannevole) e le mode alimentari (ancora più ingannevoli) tendono a farci pensare che ogni prodotto gluten free sia sano e dietetico: in realtà i prodotti commercializzati gluten free sono soprattutto prodotti industriali da forno e possono causare tutti i danni connessi a un eccesso del loro consumo; in questo modo l’intento salutista viene vanificato dal consumo di cibo spazzatura o alimenti fortemente industrializzati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I prodotti senza glutine sono dannosi per chi è sano</h2>
<p>Inoltre <strong>i prodotti senza glutine presentano un maggiore indice glicemico</strong>.</p>
<p>L’indice glicemico è un parametro che indica la velocità con cui aumenta la concentrazione di glucosio nel sangue dopo l’assunzione di 50 grammi di carboidrati. Insieme al carico glicemico, ovvero la quantità di carboidrati assunti, è responsabile dell’accumularsi di calorie nel nostro organismo. In altre parole, <strong>più alto è l’indice glicemico di un alimento maggiore sarà l’accumulo di calorie in eccesso</strong>.</p>
<p>Ciò significa che tali prodotti aumentano il rischio di <a href="https://rosalbafranco.portfoliografico.com/obesita-infantile/">obesità</a> e possono quindi essere pericolosi anche per i bambini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La diagnosi della celiachia possibile anche senza biopsia?</h2>
<p>A tale proposito recentemente si è parlato di diagnosi di celiachia che, dicono i ricercatori europei, può essere fatta senza istologia in un &#8220;numero significativo&#8221; di bambini.<br />
Marjolijn Landman del Maasstad Ziekenhuis di Rotterdam e colleghi hanno valutato l&#8217;effetto dell&#8217;attuazione delle linee guida 2012 della Società Europea per la Gastroenterologia Pediatrica, l&#8217;Epatologia e la Nutrizione (Espghan) e l&#8217;algoritmo diagnostico per una diagnosi di celiachia in 253 bambini (età media 6,6 anni, per il 59% ragazze ) in Olanda.<br />
Le linee guida affermano che la biopsia – attuale gold standard – potrebbe essere evitata nei bambini che soddisfano criteri specifici.</p>
<p>In particolare la biopsia potrebbe essere omessa nei bambini sintomatici con anticorpi anti-transglutaminasi tissutale (IgA-tTG) superiori di 10 volte il limite della norma, con anticorpi anti-endomisio (Ema) e marcatori genetici predisponenti (Hla Dq2/8). Nei bambini asintomatici a maggior rischio di celiachia, la diagnosi si basa su sierologia e istologia positive.</p>
<p>Dati in parte contestati da altri studi americani ma è aperto a tal proposito il dibattito. Rimane il fatto che sul tema sono molte le<a href="https://www.msdsalute.it/risorse-professionali/notizie-detail.xhtml?code=tcm:4148-981347&amp;imtoken=MS19e75LfOJvtYUau5ShMjDOapZWluypeM8gNHjAwGYg2czvFmouk4oLMVEdrUZI1sNoQg2I5JBAl1rsW5BVJLsVjNEkCJjpeJNG0jL1p6osW&amp;utm_content=alimentazione&amp;utm_medium=email&amp;utm_source=sfmc&amp;utm_campaign=MSDSaluteWeekly_20190506&amp;compositeKey=2019-MSDS-T000000196"> ricerche in corso</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Credits:<strong> Arch Dis Child 2019</strong></p>
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		<title>La Solastalgia: il disturbo da deficit di natura</title>
		<link>https://rosalbafranco.portfoliografico.com/la-solastalgia-il-disturbo-da-deficit-di-natura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 May 2019 09:23:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sana alimentazione e obesità]]></category>
		<category><![CDATA[deficit di attenzione]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[netura]]></category>
		<category><![CDATA[obesità infantile]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La SOLASTALGIA è il disturbo da deficit di natura. Questo curioso fenomeno è associato all’aumento dei casi di deficit dell’attenzione, di obesità e di depressione, oltre ad altri problemi di salute fisica e mentale. Questa mancanza di natura può essere avvertita in particolare dai bambini. Sono proprio i più piccoli, infatti, che provano inconsciamente il&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>La SOLASTALGIA è il disturbo da deficit di natura.</h1>
<h2>Questo curioso fenomeno è associato all’aumento dei casi di deficit dell’attenzione, di obesità e di depressione, oltre ad altri problemi di salute fisica e mentale.</h2>
<p>Questa mancanza di natura può essere avvertita in particolare dai <strong>bambini</strong>. Sono proprio i più piccoli, infatti, che provano inconsciamente il bisogno di maggiore <strong>contatto con l’ambiente naturale</strong> attraverso escursioni in campagna, nei boschi,  al mare o in montagna.</p>
<p>Questa disconnessione dal mondo, può aiutarci a migliorare i nostri livelli di <strong>concentrazione</strong> e a <strong>ridurre lo stress</strong> accumulato nella vita quotidiana o la sensazione di irritabilità. Trascorrere più tempo a contatto con la natura può aiutarci anche ad alleviare o <strong>evitare il rischio di soffrire di malattie respiratorie</strong>, causate dall’inquinamento degli ambienti urbani.</p>
<p>Come abbiamo accennato, anche <a href="https://rosalbafranco.portfoliografico.com/obesita-infantile/"><strong>l’obesità</strong></a> è connessa a questo disturbo, così come l’iperattività o la carenza di vitamina D. Tutti questi sintomi possono sfociare in patologie di relativa gravità, a causa di un contatto poco regolare con la natura.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Svelato il meccanismo che può far morire &#8220;di fame&#8221; i tumori</title>
		<link>https://rosalbafranco.portfoliografico.com/svelato-il-meccanismo-che-puo-far-morire-di-fame-i-tumori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 May 2019 08:10:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[tumori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>02-05-2019 – TGCom24 Nello studio condotto in laboratorio la crescita del tumore si blocca perché muoiono le cellule cancerose. Un gruppo di ricercatori italiani ha individuato il meccanismo che può far morire il cancro &#8220;di fame&#8221;. Lo studio, condotto su cellule umane in vitro, dimostra che una dieta ipoglicemica e l&#8217;assunzione di metformina (un farmaco contro il diabete di tipo 2,&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>02-05-2019 – TGCom24</p>
<h2>Nello studio condotto in laboratorio la crescita del tumore si blocca perché muoiono le cellule cancerose.</h2>
<p>Un gruppo di <strong>ricercatori italiani </strong>ha individuato il <strong>meccanismo </strong>che può far morire il <strong>cancro </strong>&#8220;di fame&#8221;. Lo studio, condotto su cellule umane in vitro, dimostra che una dieta ipoglicemica e l&#8217;assunzione di metformina (un farmaco contro il diabete di tipo 2, ndr) possono uccidere le cellule tumorali attraverso un inedito meccanismo molecolare. &#8220;Presto inizierà la sperimentazione clinica sui pazienti&#8221;, ha annunciato il coordinatore della ricerca Saverio Minucci.</p>
<h3>La ricerca sulle cellule condotta da IFOM</h3>
<p>Lo studio, sostenuto da Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, è stato condotto in collaborazione con il gruppo di Marco Foiani, direttore Scientifico dell&#8217;<strong>IFOM</strong> e Ordinario di Biologia Molecolare dell&#8217;<strong>Università degli Studi</strong> di Milano.</p>
<p>I ricercatori hanno dunque scoperto che una dieta che porti a un abbassamento della glicemia, associata alla somministrazione di metformina, innesca una reazione a catena che porta alla morte delle cellule tumorali: &#8220;Attraverso l&#8217;associazione di questo regime dietetico con il farmaco metformina &#8211; spiega Minucci &#8211; si attiva un circuito molecolare nuovo, che porta all&#8217;eliminazione di una proteina fondamentale per la sopravvivenza di molti tipi di tumore, la MCL1. Sulle cavie da laboratorio si è visto che tale approccio si è dimostrato efficace contro vari tumori solidi come il melanoma ed il tumore della mammella triplo negativo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Si è osservato che <strong>la crescita del tumore si blocca</strong>, perché le cellule cancerose muoiono, e in alcuni casi si è arrivati alla scomparsa del tumore&#8221;. Questi risultati, secondo l&#8217;esperto, sono molto promettenti anche se la cautela è d&#8217;obbligo: &#8220;A breve &#8211; annuncia &#8211; partirà lo studio clinico su un centinaio di pazienti. Nella sperimentazione clinica dovra&#8217; essere confermata la tollerabilità della combinazione e inoltre in via preliminare si dovrà valutare l&#8217;efficacia della combinazione di una dieta ipoglicemica e metformina per fermare la progressione del tumore in aggiunta a terapie già in uso come la chemioterapia&#8221;.</p>
<h3>Risultati dello studio</h3>
<p>Una conferma ulteriore di quanto gli zuccheri semplici, quelli a veloce assorbimento, siano pericolosi.</p>
<p>Una dieta personalizzata con la corretta percentuale di zuccheri complessi a lento rilascio è la <a href="https://rosalbafranco.portfoliografico.com/dieta/">via giusta per la salute.</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Credits: <a href="https://www.tgcom24.mediaset.it/salute/tumori-svelato-il-meccanismo-che-fa-morire-di-fame-il-cancro_3206241-201902a.shtml" target="_blank" rel="noopener">TGCOM24</a></p>
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